1202 a.C. - è una nuova guerra, o continua con altri compartecipanti quella in atto?

Nel 1202 a.C. Merneptah deve incredibilmente intervenire in forze in soccorso di Memphis (nel cuore del Delta) ed Eliopoli (Misr al Jadidah), che i Libi Tjehenu con degli alleati stanno raggiungendo dopo aver conquistato Farafra (Qasr al Farafirah) e Baraiya. Forse l'attacco viene portato con un certo successo stavolta per via fluviale; e la cosa si ripete. Quanto riportano un paio delle ottanta linee di ideogrammi a Karnak dicono che:

"Il perdente capo dei Libi, il miserabile Merai (Meryuy) figlio di Ded (Dyd) viene dalla terra dei Tjehenu, e seco porta gli arcieri Serden, Seskles, Eqwes, Lukku, Tursa ed i suoi uomini migliori, ed i suoi figli ha con se, e le mogli (…) occupando le terre di Perira".

Nella località di Taposiris (Abu Sir) quindi sopraggiungono le armate egiziane, forti di folte schiere di arcieri e marinai esperti di manovre nelle acque del Nilo. Le truppe indigene hanno la meglio, ma la nuova sconfitta dei Libi non garantisce affatto un apprezzabile periodo di pace per il figlio di Ramsete II. Delle crisi interne infatti, magari favorite dalle pressanti incursioni nemiche, causano dei tentativi di sconvolgere il rituale passaggio di consegna del trono d'Egitto al figlio di Merneptah; il vecchio faraone forse per tale cagione si dimostra particolarmente crudele con una parte dei vinti:

"Raggiungendo le colline dell'oasi di Farafra.

Chi li guida liberamente corre per il paese,

Sempre combattono per saziare il loro stomaco,

In Egitto cercano ciò che si può portare alla bocca.

L'esercito del Faraone protetto da Ammon Râ andò loro incontro coi carri.

Nessuno dei nemici scampò agli arcieri del Faraone che uccisero per sei ore".

Coloro che tra i fuggiaschi nemici non raggiunge la Libia od il mare aperto viene catturato e subisce orrende amputazioni: non può il fiaccato Egitto consentire che essi si riorganizzino, come in effetti ugualmente accadrà.

"I capi arcieri, i capi dei fanti, i carri e le schiere dell'esercito erano ricchi di preda;

Annunciarono il loro arrivo asini carichi dei falli dei non circoncisi di Libia,

E le mani di quelli che a loro si allearono dai vari paesi,

E simili apparvero (gli organi amputati N.d.A.) a pesci morti sull'erba (…)".

La drastica repressione (non è detto che la cruda azione sia stata perpetrata su dei cadaveri) non ottiene l'effetto voluto: a tal cagione possiamo pensare che Ramses decise di indurre molti successivi prigionieri ad entrare tra le sue schiere di mercenari, come vedremo. Certamente i Serden appaiono citati talvolta come nemici (come nel Papiro Harris n.1) e talvolta come i migliori tra gli ausiliari prezzolati (iscrizioni del regno di Ramses II).

Nel 1202 a.C. tale primo attestato tentativo dei Popoli del Mare appare quindi solo un appoggio alle mire libiche. Sono due le iscrizioni a riguardo: quella che già abbiamo letto, murale ad Al Karnak, ed una seconda, su di una colonna ad Eliopoli. Oltre all'inventario del bottino di guerra gli scribi procedono alla conta dei prigionieri, e su di un totale di 9376 catturati solo 222 sono Siculi, mentre gli Etruschi sono 742; 2200 sono invece gli uomini che perdettero gli Achei. La sopraddetta colonna cataloga invece le cose di valore sottratte ai nemici: pezzi d'oro e d'argento in numero di 531, bestiame vario 11594 capi, spade 9268, ecc.