CRISI FIAT Gli operai di Termini? Sono fregati, a meno che...
Il 9 ottobre la FIAT chiede lo stato di crisi, per accedere ad ammortizzatori sociali parzialmente a carico dello stato (cassa integrazione straordinaria e mobilità), e presenta un piano che individua 8.100 esuberi che prefigurano la chiusura di Arese e Termini Imerese. I debiti accumulati da Fiat Auto e la pressione delle banche configurano le cause ufficiali, a questo si aggiungono gli errori della dirigenza. Ma sono errori?
Nel 90 la quota Fiat nel mercato italiano era del 52% (con Lancia e Alfa), oggi è al 31%. In Europa si è passati dal 14% all8%. Un calo dunque che si dispiega su tutti gli anni novanta. Nel 1989, dicono le statistiche, la Fiat aveva raggiunto il suo apogeo con il 10,7% di utile corrente sul fatturato. La Fiat aveva 130.000 dipendenti nell80, calati a 90.000 a metà anni ottanta, poi a 50.000 a inizio dei 90 per arrivare ai 36.000 attuali. Tutto ciò risponde a una scelta pianificata di mantenere lazienda in una china di produttiva decadenza per ricavarne risorse da investire in altri settori. E stato calcolato che negli ultimi sei anni Volkswagen ha speso 21 miliardi di euro per studiare i nuovi modelli, Renault 10,4, Bmw 10, Fiat appena 4,5. La volontà si legge da questi dati. In realtà Fiat Auto è solo una parte dellimpero Agnelli, per esempio Montedison è oggi controllata da Fiat con il 24,6%,. Il 31 ottobre il Consiglio di Amministrazione del gruppo Fiat ha registrato il record delle perdite della Fiat auto, ma il resto va bene: lIveco ha dato il 14% in più di ricavi e l8,3% di vendite in più, Fiat Avio ha aumentato lutile operativo di 154 milioni di euro nei 9 mesi di questanno. Nel primo semestre di questanno le attività industriali (auto esclusa) comprendenti aviazione, macchine agricole e per costruzioni, autocarri, automazione, servizi alle imprese, componentistica hanno prodotto 30 miliardi di ricavi e 600 milioni di risultato operativo (dati annualizzati). E non parliamo dellIfil che ha interessi nella carta (Burgo), nella grande distribuzione (Rinascente, Auchan), nel turismo (Alpitour), nella finanza...E qui si blocca lo Stretto, tanto per farci un po di male tra di noi!. In questo contesto, gli operai di Termini sono fregati, si cerchino un lavoro nero o emigrino, come gli consiglia il governo di Roma mentre Lui, il Cavaliere, allunga i tentacoli sul Corriere della Sera, sulle assicurazioni Toro...Se i Siciliani fossero indipendenti, almeno nella testa, -e non colonizzati da tutti quelli che si trovano a passare da qui, magari raccogliendo un milione di voti- si risolverebbe la cosa in due settimane: polo automobilistico siciliano, auto ecologica, un sano protezionismo di fatto...come propongono lassociazione Terra e LiberAzione.Org e lFNS di Scianò. Un sogno? Certo. Ma il vero problema dei Siciliani di oggi è che non credono in niente, non sanno chi sono nè cosa vogliono. Per un rinvio fiscale, cioè per una elemosina, i nostri politicanti sono tutti lì a cantare vittoria...Ma quale vittoria?.
@ Dicembre 2002. Mario Di Mauro
Post scriptum. Tra le molte cose ascoltate in questi giorni mi ha colpitola proposta di un sindacalista di base sulla quale è bene riflettere: dobbiamo esigere la totale pubblicità dei libri contabili, delle manovre, degli accordi, dei verbali, della Fiat, perchè 33.ooo milioni di euro di debiti non si accukkiano facendo qualche errore. Almeno la Verità ce la devono, no?.