LA LINEA DELLA PALMA
Questo intervento, in sintesi, è uscito anche su "La Sicilia" dell'1-12-2002.
Un paio di palme natalizie calate dagli UFO-arredatori urbani sul nuovo e discusso basolato lavico di via Etnea ottocentesca hanno anche fatto sorridere grazie a qualcuno che reclamava la presenza di Tarzan e Cita. Archiviata la battuta, molto catanese, mi è sembrato doveroso proporre alcune variazioni sul tema.
In natura esiste una incredibile varietà di palme e un bel campionario lo si può ammirare negli Orti botanici, anche a Catania e, soprattutto, a Palermo. Ma se non si ha la passione sufficente per varcare queste soglie, basta alzare lo sguardo dal centro di Piazza Roma e mettersi a contare: dieci, venti, trenta...palme ti guardano dallalto e ti raccontano che qui siamo sul 37°-38° parallelo, più o meno come la Palestina, la Mesopotamia...
La linea della palma segna lIsola di Trinakria, dove pascolavano un tempo le sacre mandrie del Sole accudite da una stirpe di guerrieri-veggenti, i Ciclopi, che magari conoscevano le ricchezze e i misteri della palma, essendo peraltro collegata ai culti solari... Oltre il Mito, comunque, cè la Storia che descrive i giardini-oasiani (cioè le oasi del deserto) come millennarie stazioni-piantagioni coltivate di palma...in cui questo Albero della Vita funzionava anche come pompa naturale di acqua oltrechè da materia prima dun intero ciclo produttivo.
Di palme dattilifere e giummare è piena la Storia del Popolo Siciliano, e ne è testimonianza nelle monete siculo-puniche della zecca di Mozia, nei mosaici della Zisa come nella Sala di Ruggiero a Palermo...
Nella Sicilia islamica, mille anni fa, la principale passione fu quella di piantare alberi, e non vera casale al centro di giardini (ancora così li chiamiamo!) che non avesse accanto un pozzo per lacqua e...una palma sacra che lo proteggeva dalla malanova. Appena nel secolo scorso, nella mia Ramacca, paese di palme, le agonie particolarmente penose venivano alleviate ponendo sotto il cuscino del moribondo un trancio di tronco di palma: nel simbolismo della Scienza Sacra, comè noto, la palma si identifica con la Resurrezione.
Torniamo a Catania, lantica Medinat al-Fil, la Città del Liotru, come la chiamavano i Siqilly, che non sono gli invasori arabi, ma i nostri avi arabo-berberi sicilianizzati dai quali discende, in buona misura , il 75% dei Siciliani di oggi. In via Oberdan, a pochi metri dalla mensa universitaria, cè una palma cresciuta su uno sperone di lava...e una colonia di gatti al cui riparo hanno trovato casa. Sarebbero piaciuti ad al-Billanubi, poeta siciliano del secolo XI, che racconta di una terra in cui nude palme si ergono dogni parte, senza velo alcuno, ricche nella chioma di collane di datteri.... Sono vive le palme e quelle due palme son quasi due amanti..., per usare una espressione di Abd-al-Rahman ibn abi al Abbas, un altro siciliano vissuto dieci secoli fa.
Se proprio vogliamo aprire una polemica sulle palme, in questa Catania, sette volte risorta dalle sue ceneri come la Fenice, facciamolo bene...A proposito: la palma è la pianta della Fenice. Non solo di Tarzan e di Cita.
Mario Di Mauro, direttore di Terra e LiberAzione.Org
Post scriptum. Larredo palmizio in via Etnea è stato allestito a cura dei commercianti della zona e non del Comune: una buon metodo. Ma nel difenderlo, con un comunicato uscito su La Sicilia del 30-11-2002, i commercianti si lasciano andare a frasi come questa: come mai non destano alzate di scudi i tanti banchetti che distribuiscono volantini rendendo il salotto di Catania una pattumiera?. Io sono uno di questi imbrattatori del salotto che fanno banchetti di sensibilizzazione: chi per la donazione di organi (non alle chiese), chi per la difesa degli animali, chi per una città più vivibile...sacrificando molti santi giorni per affermare in positivo lessere catanesi, siciliani, cittadini coscienti, mentre altri non riescono ad alzare lo sguardo dalle proprie partite iva. Pretendo delle scuse.