POVERA SICILIA!

“Quando l’hanno votato soltanto chi l’aveva proposto sapeva che quell’emendamento serviva a spostare un pò di soldi verso l’Etna” (Corriere della Sera, 23/12/2002) . A parlare è il presidente della commissione attività produttive della Camera, Bruno Tabacci, milanese e mente strategica dell’UDC (un partito “ siciliano” al 33 per cento), e l’emendamento di cui si tratta è quello che “sana” le pendenze fiscali delle imprese della Sicilia sud-orientale (Catania, Siracusa, Ragusa) relative alla sospensione parziale dei pagamenti seguita al terremoto di Santa Lucia 1990.

Insomma, una boccata d’ossigeno prima di ritornare sottacqua, una trasfusione col nostro stesso sangue, risultato di una (benemerita) furbata di alcuni deputati siciliani che hanno rifilato un mezzo bidone al loro stesso governo...solo mezzo però, perchè dopo un paio d’ore la Lega gli ha azziccato l’estensione dei benefici relativi alla continuità territoriale (che, in tutto il mondo, sono attivati a favore dei trasporti da e per le Isole) anche, udite udite, alle città di Cuneo, Aosta, Bolzano, Albenga...Vuol dire che d’ora in poi ci potremo andare anche col traghetto?

Una legge finanziaria pensata in 46 articoli, arrivata, fra un teatrino e l’altro, a 94 e forse più, al di là della propaganda governativa, mi pare inquietante perchè denota che manco loro sanno veramente come stanno i “conti pubblici” e farebbe bene la Ragioneria Generale dello Stato a uscire allo scoperto con maggiore chiarezza, visto che gli altri fanno solo comizi. Inclusi i deputati siciliani che tornano da Roma come i soldati di Pirro, gongolanti solo perchè, per una volta e per necessità, hanno agito da Siciliani.

Riflessione. Cosa si potrebbe “ottenere” con un vero Partito del Popolo Siciliano? E quanto beneficio potrebbe ricevere il sistema-Sicilia con una politica economica e fiscale più indipendente, per non dire con una vera Indipendenza politica? Ricordo solo che dei 10 nuovi paesi entrati nell’Unione Europea ben 7 sono più piccoli della Sicilia: anche se conteranno 20-30 volte di più, in Europa, nel Mondo, e ai loro stessi occhi.

Buon anno da un’Isola-Nazione saccheggiata e colonizzata fino all’automutilazione culturale, allo sbiancamento della sua identità mediterranea, dove le furbate si chiamano “vittorie” e per metterle in scena ci vogliono come minimo un paio di terremoti e di eruzioni. Povera Sicilia!

Mario Di Mauro, direttore di Terra e LiberAzione.Org

(24-12-2002)