STATUTO SICILIANO, ART.37 VITTORIA DI PIRRO
...è la Padania che passa all'incasso firmando la sua Vittoria con l'inchiostro dei parlamentari terroni...
(questo nostro intervento è uscito sul quotidiano "La Sicilia" del 14-11-2002)
"Per le imprese...che hanno la sede centrale fuori del territorio della Regione, ma che in essa hanno stabilimenti e impianti...l'imposta relativa compete alla Regione...". Questo sancisce l'articolo 37 dello Statuto di Autonomia che dal 15 maggio 1946 istituisce la Regione Siciliana e che venne conquistato soprattutto grazie al Movimento per lIndipendenza in cui si riconosceva la maggioranza attiva del Popolo Siciliano. Questa Carta costituzionale del Popolo Siciliano, via via svuotata di forza progressiva, a più di mezzo secolo dalla sua conquista, ci testimonia della lungimiranza di Siciliani i cui nomi vengono tuttora ammucciati e perfino denigrati dalla storiografia ufficiale, dalla politica ufficiale, dai mass media dominanti. Andrea Finocchiaro Aprile, Attilio Castrogiovanni, Concetto Gallo, Antonio Canepa...sono tuttora oggetto di una rimozione allucinante della migliore memoria storica della Sicilia del Novecento: ad essi non vengono dedicate strade, piazze, scuole...forse per poter meglio "cantare vittoria" quando finalmente si riesce ad applicare un articoletto dello Statuto del 1946 (56 anni, e dovremmo pure "festeggiare"!).
Non c'è nulla da festeggiare: sono ridicoli quei politici eletti in Sicilia che "cantano vittoria". In verità quello che a Palermo millantano come una loro "vittoria" -e che comunque è vittoria postuma del vecchio MIS- è solo un episodio marginale nella lunga ristrutturazione dello Stato-Nazione italiano (federalismo fiscale ecc.).
E dirò di più: l'annunciata (parziale) applicazione dell'art.37 dello Statuto siciliano si configura come una testa d'ariete della devolution di Bossi-Pagliarini e C. e non ci vogliono i "servizi segreti" per sapere che da marzo 2003 il principio sancito per la Sicilia nel 1946 -per zittire un Popolo indipendentista ancora addhitta- ma riconosciuto solo oggi, verrà esteso a TUTTE le regioni della Repubblica Italiana... Dunque, se vittoria c'è è dei "morti" del Movimento per l'Indipendenza e di quanti, anche autonomisti moderati, contribuirono al "Patto di Autonomia" che riformulava il rapporto tra la Sicilia e lo Stato italiano. Ma vittoria non c'è, perchè è una certa Storia che sta scrivendo una sua pagina annunciata: è la Padania che passa all'incasso firmando la sua Vittoria con l'inchiostro dei parlamentari terroni. Triste, ma vero.
Va detto, infine, che decisamente provocatori sono stati i titoli di certi giornali nazionali che strillano: "scippo fiscale dei Siciliani!"...Noi non abbiamo scippato un bel nulla, tantopiù che siamo un Popolo di serie B, senza arte nè parte, cioè senza un vero ruolo nella Storia.
Ora, comunque, poichè nella realtà neocoloniale ogni figateddhu ri musca fa sustanza, occorre vigilare perchè l'articolo 37 sia applicato seriamente e l'introito fiscale venga utilizzato varamente per cose utili. Ma senza trionfalismi fuori luogo, non si parli di "vittoria autonomistica", ci vuol ben altro: si cominci piuttosto a difendere la nostra libbirtà ri sprixioni, si proceda a normare gli istituti di democrazia diretta e a valorizzare seriamente la Lingua Siciliana, per dire due cose fattibili. Siamo l'unica "regione storica" d'Europa i cui cittadini non possono indire referendum, proporre leggi, nè veder tutelata la propria Lingua Matri, quasi se ne dovessero affruntari. Aspettiamo che ci pensino Bossi e Pagliarini? O facciamo una seduta spiritica per evocare i "morti" del Movimento per l'Indipendenza"?.
Mario Di Mauro, direttore di "Terra e LiberAzione.Org"