Regole per la Festa di Agata

Agata è martire cristiana, catanese e siciliana. Nell'Elogio degli Angeli è definita "Mente Santa e Spontanea che da la vita per la Liberazione della sua Patria". E Dio sa se questa Patria Siciliana ha bisogno di Agata!. Il suo culto ha assorbito tradizioni antiche di millenni, dalla Grande Madre a Iside, vi si è sovrapposta, forse per caso, perfino nel calendario, producendo quella Festa unica che è, senza nulla sottrarre al suo valore cristiano. Questa unicità è frutto di sincretismi ed evoluzioni, quei ceri accesi, quei cordoni di forza immensa, e le preghiere che a migliaia rivolgiamo ad Agata...E il carattere della Festa è popolare quanto le sue forme appaiono per molti aspetti spontanee e autogestite. Sarà per questa ragione che la Festa di Agata, nella sua essenza, è la cosa che meglio funziona nella nostra città e se qualcosa non va è solo per troppa salute, per troppa partecipazione, per troppa fede, per troppa passione. Le Regole vanno riviste, e se a indossare il sacco bianco può giustamente essere chiunque lo voglia, a tirare i cordoni (perlomeno nelle Akkianate tradizionali) potrebbero essere 1000-1200 Devoti sorteggiati, di anno in anno, magari per la Festa di Agosto, con una quota riservata agli iscritti alle associazioni agatine e un'altra a chi si iscrive a un Registro dei Devoti. E' una idea, di non facile realizzazione, da spiegare bene e con calma, ma risponde, nel metodo, al carattere della Festa. Nessuna via repressiva è praticabile e condivisibile, cosiccome è certo che se non si cambia qualcosa la Festa rischia di morire: di troppa salute, di troppa fede. E di troppa confusione.

Mario Di Mauro

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