L'ETNA E LE SUE GENTI

Aperto da un breve saluto di G. La Barbera a nome dell'associazione D.E.A. (Difesa Ecologica e Ambientale), domenica 7 aprile 2002 si è tenuto a Palazzo San Domenico di Adrano il 6° incontro della LUPS sul tema: "L'Etna e le sue Genti", relatore il prof. Santi Correnti, chiaro, erudito, applaudito come sempre dalle tante persone che sono venute ad ascoltarlo. Pubblichiamo qui di seguito la traccia dell'introduzione all'incontro, tenuta a braccio da Mario Di Mauro, e una sintesi della relazione del prof.Correnti. (in costruzione)

 

Assabenadica! Buonasera a tutti...

La Libera Università della Patria Siciliana, promossa dall’Associazione “Terra e LiberAzione”, è un centro autogestito di documentazione, ricerca, elaborazione, dibattito e iniziativa per l’Identità Siciliana e Mediterranea del secolo XXI. L’idea nostra è quella di dar vita a un laboratorio di culture aperto al contributo di chiunque avverta il bisogno di riabitare con amore questa Terra...

Ovviamente l’Amore di cui parliamo non è solo un innato sentimento di affetto verso il luogo in cui si vive, ma soprattutto il risultato dinamico di un lavoro cosciente su di sè...il risultato dinamico della costruzione quotidiana dell’identità intorno a memorie e pratiche condivise...una identità radicata nell’insularità mediterranea come contesto determinante delle forme migliori del nostro essere e del nostro esserci: una “mediterraneità” che è custodita anche in quel vasto, direi cosmico, deposito memoriale che definiamo “dialettalità”, e dunque nella Lingua Siciliana fatta di parole, di gestualità, di silenzi...Una lingua di vita, di cultura, di prijera (di recente, a Viagrande, abbiamo anche organizzato una MISSA in lingua siciliana, del tutto in sintonia col nostro impegno nella diffusione di una conoscenza corretta della cultura araba ed islamica a partire dalla stessa storia di Sicilia).

Una lingua, quella siciliana, che ci svela l’essere e la via dell'esserci: come non rilevare che centinaia di parole siciliane hanno radice araba, a volte del tutto siqilly? Anche Mungibeddhu, per esempio, è parola araba a metà: gebel, come sappiamo, in arabo vuol dire muntagna...

La Storia, specie quella degli ultimi 5o anni, registra la trasformazione del Popolo Siciliano in una massa amorfa, colonizzata, sradicata, sdisamurata...Non esiste, per questa “massa amorfa”, nessuna “Patria Siciliana”, non perchè la Patria Siciliana non ci sia: semmai a non “esserci”, nella Storia, è la “massa amorfa”! La Patria Siciliana c’è, esiste...è che, molte volte, non abbiamo gli occhi, cioè la conoscenza, per vederla...

Se siamo nella palude neocoloniale è perchè Poteri Forti esterni, con indubbie “collaborazioni interne” -per ragioni geopolitiche- ci tengono in questo “stato”.

Ma questo accade ed è reso possibile anche perchè nun sapemu cu semu e mancu unni semu: noi non siamo nè i discendenti degli antichi romani, e neanche il risultato di chissà quante “dominazioni”. In verità la nostra Storia è molto più, diciamo pure, positiva e luminosa, di quanto essa non ci venga raccontata nelle sue versioni “ufficiali”. Ed è spesso una storia di resistenza all’oppressione di turno. Ricostruire questa Storia è una delle cose che -nel nostro piccolo- stiamo facendo: per rispetto verso noi stessi. E in questo lavoro, a volte, proviamo a guardare e a guardarci, idealmente, dalla vetta più alta del Mediterraneo, che poi è la Cima dell’Etna.

Da li vediamo che in questo nostro mare Mediterraneo -che i siqilly, i siciliani di mille anni fa chiamavano al Bar al Abyad al Mutawassat, il Mar Bianco Centrale- sono in tanti, troppi, a vedersi negata, ancora oggi, con la sovranità più elementare sulla propria Terra, lo stesso diritto di essere e di esserci. Ma il pensiero nostro, dico come LUPS, va al popolo palestinese e a quanti, anche ebrei, non rinunciano a credere che un mondo più giusto sia possibile e che ciascuno abbia diritto a vivere in dignità, al di là del colore della sua pelle, della lingua che parla, del nome con cui invoca Dio o del modo in cui prepara e cuoce il suo “pane”...

Le culture dei popoli sono, oggi più che mai, patrimonio di tutta l’Umanità: ecco perchè siamo, a modo nostro, no global: per il diritto di essere e di esserci come Siciliani liberi. E non nascondo la mia profonda tristezza per chi continua ad agire sulla base di teorie riconducibili a presunte “civiltà superiori” o, addirittura, al sedicente “popolo eletto”...

Sperando di essere riuscito a comunicare, sebbene in breve, come la pensiamo su alcune cose, sono onorato di poter passare la parola al prof. Santi Correnti, un monumento vivente alla Patria Siciliana, alla Conoscenza e dunque all’Amore per questa nostra Terra. Grazie a tutti (soprattutto a quelli che non la pensano come me, perchè hanno avuto la pazienza di ascoltarmi).

 

L'ETNA E LE SUE GENTI

 

(lavori in corso)