Obesità in Sicilia

Dal dott. Orazio Arancio -peraltro una star del rugby europeo- riceviamo e volentieri pubblichiamo.

La notizia e’ di quelle che dovrebbe fare saltare dalla sedia, ma come, purtroppo, spesso accade, nessuno dei nostri amministratori si rende conto, o non vuole rendersi conto, di quanto accade in Sicilia.

Le ultime statistiche parlano chiaro: la Sicilia dopo il Portogallo e’ la regione in Europa con il piu’ alto tasso di bambini in eta’ adolescenziale (8-17 anni) in sovrappeso. Superiamo la media nazionale di ben sei punti percentuale (30% contro il 24%).

Il quadro diventa ancor piu’ drastico, se a questi dati aggiungiamo quelli sulla popolazione adulta, per intederci quella con piu’ di 18 anni. In Sicilia la popolazione in sovrappeso raggiunge il 50 % con un tasso di obesita’ del 12% contro una media nazionale ancora una volta nettamente inferiore.

1.444.085 di siciliani sono in soprappeso e ben 426.123 obesi, per un totale di 1.870.208 su una popolazione di 3.945.587 di adulti.

Se non si corre immediatamente ai ripari, questi numeri sono destinati a crescere in modo inesorabile, con una ovvia ricaduta sulla la spesa per la Sanita’ cui dovranno necessariamente fare fronte i contribuenti.

Il cittadino obeso e’ un cittadino malato da curare.

Ricordo brevemente le patologie piu’ comuni legate all’obesita’: diabete, malattie cardiocircolatorie, ipertensione, malattie dell’apparato osteoarticolare.

Il sistema sanitario siciliano, sara’ in grado di fare fronte a questi nuovi malati senza collassare ?

Credo di no, sappiamo tutti in quale situazione versa oggi la sanita’ in Sicilia.

La soluzione che propongo, parte dal semplice quanto ovvio detto : PREVENIRE E ‘ MEGLIO CHE CURARE.

Prima di tutto si deve promuovere una sana cultura sportiva, su 365 mila bambini tra gli 8 e 13 anni piu ‘ di 200 mila non praticano alcuna attivita’ sportiva.

I motivi sono vari, ma quasi sempre riconducibili a una mancanza di strutture adeguate, snelle e facilmente fruibili dai bambini.

Un esempio potrebbe venire dalla Germania e dall’Inghilterra che utilizzano un sistema di piccoli centri sportivi polifunzionali gratuiti al servizio di ciascun quartiere. Non necessariamente strutture imponenti e costose (5000-7000 posti), che fanno solo la felicita’ dell’appaltatore e che spesso restano delle cattedrali nel deserto se non esistono societa’ sportive di alto livello che le riempiono.

Contemporaneamente bisogna promuovere una cultura alimentare, cosa molto piu’ difficile in una regione che fa del cibo il suo vanto ed il suo credo. Nonostante io superi abbondantemente i 110 Kg, per i miei sono sempre un po’sciupato ! Ecco, bisognerebbe educare le nuove generazioni ad una piu’ corretta e sana alimentazione, chiaramente senza stravolgere quelle che sono le nostre abitudini, ma insegnando una maggiore attenzione agli eccessi nella nostra dieta.

Visto il deciso taglio che, negli ultimi anni, hanno subito i fondi regionali per la promozione dello sport e vista anche la totale immobilita’ e mancanza di iniziative dell’assessorato allo sport, il che non fa ben sperare per il futuro, ritengo che il problema sopraesposto debba essere di competenza dell’assessorato regionale alla Sanita’.

Non solo perche’ e’ l’unico dotato dei fondi necessari, ma perche’, come detto, sara’ quello che in futuro ne trarra’ maggior vantaggio in termini di risparmio sulla spesa.

Sia ben chiaro, e ci tengo a sottolinearlo, che l’intervento dell’assessorato alla Sanita’ deve essere quello di finanziare e curare personalmente la PROMOZIONE E L’AVVIAMENTO ALLO SPORT tra gli oltre 200.000 bambini che non fanno alcuna attivita’ fisica, e NON il finanziamento delle societa’ sportive siciliane, grandi o piccole che siano, che resta, ovviamente, competenza dell’assessorato allo sport.

Dott. Orazio Arancio