Tra Scilla e Cariddi
LO STRETTO NECESSARIO NO AL PONTE! Nell'epoca del volo aereo a costi d'autobus e delle "autostrade del mare", quando urgente è unire subito Catania e Palermo con un "treno europeo", quella del Ponte sul Canale di Messina è una idea rozza, inutile, da spettacolo neocoloniale...
Quando, in tutto il Mondo, prioritaria è la difesa e valorizzazione degli ecosistemi naturali questo Ponte è pura pazzia distruttiva.
Quando urgente diventa la riscoperta di una identità siciliana aperta, incentrata sul valore culturale dell'insularità mediterranea, questo mostro ideologico di cemento e acciaio è una offesa colonialista alla Storia e alla Dignità di un Popolo.
Che a decidere, dopo una corretta campagna di informazione, sia il Popolo Siciliano, con un Referendum! L'Unesco dichiari lo "Stretto" patrimonio dell'Umanità!
E dicano alla gente che l'acciaio per "reggere" questo insulto alla Ragione e ai Sentimenti non è ancora stato inventato...Siamo pure cavie dei loro esperimenti!.
ISOLA È BELLO! Il Sistema Sicilia deve rompere l'isolamento, che non è un fatto geografico bensí un fatto politico: confondere l'insularità mediterranea della Sicilia con l'isolamento è come confondere gli occhi con gli occhiali, i polmoni con la polmonite...L'insularità è un bene prezioso che i Siciliani consapevoli difendono -ponte o non ponte- come uno dei fondamenti positivi della propria identità culturale.
Per rompere l'isolamento relativo di cui il sistema Sicilia soffre (a parità di costi e purché si voglia "Sviluppo" e non "Spettacolo"), basta realizzare porti e aeroporti, strade e linee ferroviarie con standard europei, ma anche sostenere il "decollo" di Compagnie siciliane competitive...
Il "Ponte" è unopera ideologica, antistorica, brutta e dannosa; non risolverà il problema dell'isolamento e produrrebbe solo un altro pedaggio obbligatorio che dovremmo pagare per entrare e uscire da...casa nostra. Il "Ponte" risponde a una idea di sviluppo ottocentesca e neocoloniale.
Che a decidere sia il Popolo Siciliano con un Referendum (un istituto di democrazia diretta INESISTENTE nellordinamento regionale: è una buona occasione per rivendicarne linserimento nello Statuto, visto che in Commissione Riforma dellARS cè finalmente arrivato!).
Il nostro NO AL PONTE! ha un fondamento ontologico particolare: tutelare il valore spirituale dell'insularità come biodiversità culturale, motivo di orgoglio e fonte di Civiltà, contro la sua manipolazione coloniale che ne fa invece uno strumento di isolamento, in nome di una malintesa "unità nazionale", sul cui altare verrebbe sacrificata la vera Ottava Meraviglia del Mondo: lo Stretto necessario, il Canale di Trinakria, il luogo metafisico che ha permesso a D'Arrigo di scrivere Horcynus Orca, un grande romanzo europeo del Novecento.Chiediamo all'Unesco di dichiarare lo Stretto patrimonio dell'Umanità fermo restando che a difendere la Sicilia devono essere i Siciliani coscienti. Coscienti che il "problema dei problemi" dell'Isola è rappresentato dalla dipendenza neocoloniale e dallo sradicamento di un intero Popolo dalla sua Terra Sacra.
@Terra e LiberAzione
Gennaio 2000.
Per approfondire: consigliamo la lettura del libro "Il ponte insostenibile" di Bettini, Guerzoni e Ziparo (Alinea Ed., Firenze) e la visita del sito www.ilpontesullostretto.it