Celebriamola pure l'Autonomia Siciliana: Festa o Funerale?

Contributo al dibattito del Comitato Scientifico istituito dalla Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana per le Celebrazioni del 61° della sua prima seduta.

Palermo 24/4/07. Mario Di Mauro www.terraeliberazione.org


"Ma si può parlare serenamente della Sicilia del Novecento, liberandoci dalle “scorie della storia”, o dobbiamo aspettare un altro secolo?.

L’Autonomia fu conquistata dai Leader indipendentisti che mobilitarono sulle piazze i Siciliani attivi e subirono con dignità persecuzioni plateali, arresti arbitrari, chiusure di sedi e giornali, divieto di manifestare, confino politico, e perfino la morte: a Randazzo, il 17 giugno 1945...

Come se i sacrifici non fossero stati sufficenti vennero poi denigrati, gli Indipendentisti, con una montagna di bugie: latifondisti-mafiosi-separatisti-venduti allo straniero...ma parlavano degli Indipendentisti o si stavano guardando allo specchio? Parlo di quanti hanno prodotto e spacciato queste pillole scadute per mezzo secolo. (...)

Come non pensare che lo svuotamento dell’Autonomia Siciliana comincia nel Sessanta con l’arrivo in Sicilia dell’Eni e di quei vel/ENI che hanno inquinato non solo terre e mari e aria e uomini...ma anche la Politica? (...)

Quanto pesa oggi quella psicopolizia neocoloniale che si manifesta nell’ossessione unitarista, come la chiamava Antonio Gramsci? "


(Testo integrale)

Assabenadica! Parola antica, di skallyana assonanza, siculo-araba. Un Saluto. Anche questo ci hanno tolto: il Saluto.

A Malta, i Siciliani, Ci chiamano “Skallyani”.

Maltuzza è una Isola-Nazione indipendente, grazie al cui “voto” l’Italietta (pallonara -in tutti i sensi-) ha appena perso (i piccioli) nella corsa alla candidatura per gli “Europei” di calcio....e pensiamo, di converso, al nostro amato e bistrattato “Catania”...e non stiamo parlando solo di pallone.

Cos'è l'A.R.S. oggi?. E' il figlio abortito di quell'ottimo “Statuto di Autonomia” conquistato sessantanni arreri da un Movimento indipendentista che coinvolse per una stagione oltre un milione di Siciliani-.

Uno Statuto che è parte integrante della Costituzione repubblicana, e ciò malgrado, è stato sistematicamente svuotato di forza mentale da mezzo secolo di ascarismo nostrano e centralismo romano.

Questa A.R.S. -il suo modus in/operandi- è un alibi per la colonizzazione definitiva della nostra Isola-Nazione e per lo sradicamento definitivo delle sue Genti da ogni possibilità di sviluppo autonomo: spirituale, economico e politico.

E' forse altro?. Possiamo fare qualcosa per ripolarizzare la Politica siciliana e rifondare gli strumenti e i valori dell' Autonomia?. Certo che possiamo!. Ma dobbiamo dirci la Verità, solo la Verità rende liberi.

Ripulendo i fatti dalle ideologie che hanno alimentato apologie e denigrazioni, purificando la nostra stessa Memoria, risulterà evidente che senza l’irruzione sulla scena politica siciliana del dopoguerra del movimento per l’indipendenza di Andrea Finocchiaro Aprile e Attilio Castrogiovanni, in quel lontano 1943, non saremmo oggi neanche qui a parlare di Autonomia. Questa Verità va conosciuta, va detta, senza se e senza ma, cosiccome sarebbe ora di mostrare riconoscenza a chi la merita al di sopra di ogni altro.

Da queste poche parole, volutamente non diplomatiche, si evince il contributo specifico che intendiamo offrire in questa autorevole sede, come Istituto “Terra e LiberAzione”, impegnato su questi temi dal 1984, e come Siciliani del Secolo XXI che vedono nell’Autonomia uno strumento di autogoverno da rifondare alzando uno sguardo siciliano sul Mondo, magari a partire dalla Catalogna. Posizione, questa, che discutiamo con molti, tra cui il nostro amico Raffaele Lombardo.

L'Operazione Husky

Come era accaduto in passato, decine di volte, anche nella Seconda Guerra Mondiale del Novecento, l'Isola dei Siciliani si ritrovò in uno snodo decisivo dello scontro tra potenze imperiali.

Lo Sbarco in Sicilia del 10 luglio 1943, attuato con l’operazione “Husky” dagli anglo-statunitensi, era stato preparato con cura; pochi sanno che vi parteciparono più mezzi navali che nello sbarco in Normandia del 6 giugno 1944. Noto quanto fisiologico è invece l’impiego di agenti, da parte dei servizi segreti statunitensi, a scopo di “preparazione del terreno” in favore dello sbarco. Tali agenti vennero reclutati anche tra le file della mafia italo-siculo-americana. E perchè no?.

Cosa Nostra, partito etnico dei Siciliani americani, nata sulle strade dentro l’ondata emigratoria seguita alla repressione dei Fasci dei Lavoratori in Sicilia, aveva conquistato il controllo del porto di New York. I sabotaggi tedeschi fin dentro il porto della Grande Mela, e il pragmatismo statunitense fecero il resto.

E’ una Storia da riscrivere, andando oltre l’agiografia subliminale modello “Il Padrino” di Puzo, ma anche liberi dalla zavorra propagandistica di certa letteratura dell’antimafia professionista e dalla manipolazione neocoloniale modello “La Piovra”: tutti figliastri abortiti della Guerra fredda.

La preparazione del terreno allo Sbarco consisteva nel tessere legami con i notabili e i capi villaggio (“mafiosi”) presenti in Sicilia. Inutile fare l’elenco, i nomi sono assai noti, da Calogero Vizzini a Genco Russo...personaggi, peraltro, assai diversi: si va dal vecchio capobastone di paese all’imprenditore dinamico e spregiudicato.

Infatti i “mafiosi” sarebbero stati utili sia prima che dopo lo Sbarco: prima potevano fornire informazioni sulla dislocazione delle truppe combattenti italiane e tedesche, fare opera di sabotaggio e di infiltrazione nella cosiddetta MilMart (Milizia Marittima) e altre formazioni paramilitari, costituite da coscritti del posto, cioè siciliani. E, dopo lo Sbarco, questi “uomini d’onore” avrebbero fatto da puntello, da “consiglieri”, ai governatori militari “alleati” in Sicilia.

Anche i servizi inglesi - che peraltro “controllavano” i servizi della marina americana- fecero ricorso a elementi da infiltrare nel tessuto politico-militare italiano presente in Sicilia. Ma non avendo a disposizione elementi che, come Lucky Luciano e affini, avessero interessi materiali nello scalzare il potere in camicia nera, si rivolsero a degli idealisti o a elementi ideologicamente motivati nella lotta contro il fascismo.

Tra di essi vi era Antonio Canepa, docente universitario, poliglotta e geniale, cospiratore durante il Ventennio, partigiano a Firenze, durante la Guerra Civile che imperversava nell’Italia settentrionale, indipendentista socialista in Sicilia nel primissimo dopoguerra. Studioso di geopolitica e filotrotskisant, riteneva, non senza ragioni, storicamente progressiva la liberazione del Popolo Siciliano dal giogo coloniale dell’Italia “una e fatta”.Canepa, fondatore dell’EVIS, venne assassinato a Randazzo il 17 giugno dell’anno 1945, insieme ad altri due giovani evisti: fu una “Strage di Stato”, purtroppo non l’ultima. Due anni dopo i servizi segreti italiani riorganizzati dagli “americani”, col supporto dei reduci della Decima Mas e l’appoggio perfino ingenuo di una banda d’analfabeti che nulla aveva a che fare col Movimento indipendentista che sedeva all’Assemblea Costituente imprimendo il carattere regionalista all’impianto della Costituzione repubblicana, in breve, il Potere dell’Anti-Sicilia aprì il fuoco sui contadini radunati a Portella delle Ginestre per festeggiare il Primo Maggio: quella fu una Strage contro il Popolo siciliano, non meno di quella di Murazzu Ruttu a Randazzo in cui caddero Antonio Canepa e i giovani indipendentisti.

Facciamo un passo indietro. L’Intelligence Service inglese aveva già fatto ricorso a elementi di estrema sinistra nella sua lotta al fascismo. In Jugoslavia aveva inviato dei canadesi di origine croata, iscritti al Partito Comunista Canadese, e che si erano offerti volontari per aiutare la lotta di liberazione nazionale di Tito e del suo esercito popolare partigiano. Anche il CIC, il servizio segreto dell’esercito statunitense ebbe parecchi agenti schedati come “di idee pericolosamente sovversive e filocomuniste” (Peter Tompkins, per esempio). Ma questa, come scrive il mio amico Alessandro Lattanzio, è storia occultata, ammucciata... Si tratta -sia chiaro- di un aspetto codificato della “politica di occupazione”, da parte anglo-statunitense, che ancora oggi gode, in altri scenari, di buona fortuna: è tecnica politico-militare.

Per l’occupazione della Sicilia, e di altre Nazioni, i vertici politico-militari degli Alleati avevano previsto la necessità dell’amministrazione dei territori occupati. Perciò istituirono dei corsi a Charlottesville, negli USA e a Wimbledon nel Regno Unito, che fin dall’inizio della guerra erano destinati ad addestrare gli ufficiali alleati nell’amministrazione dei territori da occupare.

In Sicilia fu creata l’A.M.G.O.T., l’amministrazione militare dell’Isola. Tali corsi furono gli antenati di assai ben più famigerati centri per l’addestramento alla “democrazia” come la “Scuola delle Americhe”, laboratorio di mostri al servizio delle dittature filo-USA che hanno devastato l’America latina per mezzo secolo. Ed anche questa è tecnica.

 

La conquista della Sicilia

Ritorniamo allo Sbarco in Sicilia, del 10 luglio 1943. Dopo uno sbarco abbastanza rapido e incontrastato, dove le piazzeforti di Augusta e di Siracusa caddero, anzi si “consegnarono al nemico”, come ben documenta Filippo Gaja nel suo discutibile ma utile libro “L’Esercito della Lupara” (in cui si evince il sospetto di un accordo segreto tra la casa reale sabauda e i vertici politico-militare dell’impero britannico) gli anglo-canadesi e gli statunitensi, incontrano una tenace resistenza da parte delle unità tedesche presenti in Sicilia.

Ad esempio sul ponte Primosole, tra Lentini e Catania, sul fiume Simeto, i parà inglesi subirono centinaia di perdite a opera dei “diavoli verdi” della Luftwaffe. Oppure a Troina, dove il grosso della US Army venne inchiodata per diversi giorni da piccole unità di soldati tedeschi. Andrebbe inquadrata in questo contesto di una inaspettata resistenza, le motivazioni che spinsero le forze “liberatrici” a compiere atti efferati contro la popolazione civile siciliana?. Crediamo di no.

Le fucilazioni di massa dei civili, come ad Acate, gli stupri di massa, come quelli attuati nel messinese e altrove, i bombardamenti sterministi con migliaia di morti civili, da Catania a Paternò a Ramacca... non hanno una logica militare, ma terroristica, roba da guerra preventiva...Ancor più grave se si considera che i servizi inglesi, lo racconta Churchill in una paginetta sepolta nelle sue imponenti Memorie, erano a conoscenza di un Rapporto segreto dal comando tedesco in Sicilia al Furer in persona, in cui si diceva che i Siciliani odiano i nazifascisti e aspettano gli inglesi chè almeno non gli rubano le galline!.

Hitler, con lucidità, propose qualche azione propagandistica per guadagnare la fiducia dei Siciliani, ma senza crederci più di tanto, il Rapporto era onesto e la situazione irrimediabile.

Anche i nazisti commisero stragi, come a Castiglione, e qui si potrebbe addurre la “scusante” della “frustrazione” causata dalla sconfitta che i tedeschi subivano.

Ma perché gli statunitensi organizzarono la strage di innocenti ad Acate? Perché soldati canadesi, a Scordia e dintorni, poterono compiere, impunemente, rapine, omicidi e stupri ai danni dei civili? Non venivano a liberare il popolo siciliano dalla tirannide fascista?.

C’è un rovescio del ricamo nei grandi fatti della Storia, e la guerra mette a nudo ogni cosa. Una fucilazione di civili ad Acate, quanto il rogo di una “strega” nella Sicilia del Cinquecento, può nascondere strategie globali e guerre parallele...

Mentre ancora si combatteva in Africa, americani ed inglesi si scontravano, in segreto, per la spartizione futura del petrolio iraniano...e se gli uni, dopo lo Sbarco, puntavano su Palermo, gli altri andavano verso Messina, e quello che fecero nell’Isola in trentotto giorni, alleati e allo stesso tempo concorrenti, non lo fecero manco gli angioini e i guelfi papalini in 18 anni...Perfino la resa tedesca, nel maggio 1945, venne firmata tre volte in pochi giorni: una ai russi, una agli americani, una agli inglesi!.

Si giocavano ormai le sorti dell’Impero britannico, altro che l’impero straccione e non meno criminale di Mussolini!. Se vogliamo capire dobbiamo allargare l’orizzonte. La nostra gente si è chiusa nel Silenzio per mezzo secolo, in attesa che qualcuno spiegasse qualcosa...Ad ogni modo i Fatti restano: e le violenze angloamericane sui civili sono un Fatto.

L'antifascismo del popolo siciliano è stato assai più decisivo di quello partigiano del CLNAI, e l'azione più clamorosa in assoluto della Resistenza fu realizzata in Sicilia, dagli indipendentisti dell'Evis di Canepa, all'aeroporto di Gerbini: distruzione di tutti gli aerei della Luftwaffe.

La battaglia della Piana di Catania -decisiva nello sviluppo degli eventi bellici- sarebbe forse finita in un altro modo...

 

La conquista dell’Autonomia

Sullo sfondo della crisi bellica, in Sicilia, si sviluppa la straordinaria avventura politica che condusse il Popolo Siciliano a conquistare l’Autonomia.

Risultato magari non voluto da chi si batteva per la Repubblica Siciliana...ma quale risultato nella Storia umana è mai stato quello voluto?

La Storia è il risultato di conflitti, dialettiche, equilibri che si spezzano e ricompongono, di idee e interessi che si ridislocano: ed è bene che sia così.

L’Autonomia fu conquistata dai Leader indipendentisti che mobilitarono sulle piazze i Siciliani attivi e subirono con dignità persecuzioni plateali, arresti arbitrari, chiusure di sedi e giornali, divieto di manifestare, confino politico, e perfino la morte: a Randazzo, il 17 giugno 1945...

Come se i sacrifici non fossero stati sufficenti vennero poi denigrati con una montagna di bugie: latifondisti-mafiosi-separatisti-venduti allo straniero...ma parlavano degli indipendentisti o si stavano guardando allo specchio? Parlo di quanti hanno prodotto e spacciato queste pillole scadute per mezzo secolo.

Contro la memoria stessa dell’indipendentismo del Novecento è scattata una damnatio che neanche nel Ventennio fascista s’era visto di peggio.

La Storia non può essere fatta con gli insulti e non occorre essere “separatisti” per vergognarsi di tutto questo.

Chi ha letto i discorsi e analizzato i percorsi di Finocchiaro Aprile e Attilio Castrogiovanni riconosce il profilo liberal-socialista,magari l’influenza delle idee inglesi promosse dalla Fabian Society, intravede una idea di sviluppo razionale, realistico e non ideologico dell’economia siciliana... Altro che “latifondisti contro braccianti”, chè furono poi sconfitti: tutti!.

Lo sapete chi inventò il turismo sull’Etna e alle Isole Eolie? Attilio Castrogiovanni, e lo fece -ormai fuori dai giochi e amareggiato-da semplice imprenditore. Gli insulti e i silenzi su questi uomini sono una intollerabile offesa alla Verità e un ostacolo, uno dei tanti, sul cammino del rilancio effettivo dei valori e degli strumenti dell’Autonomia.

L’Autonomia conquistata, che ha radici antiche, millenarie, venne difesa, nei primi anni, diciamo fino al 1958, non solo dal MIS col grande lavoro parlamentare svolto all’ARS sopratutto da Attilio Castrogiovanni, che passò -come si sa- dal carcere politico all'Assemblea CCostituente...Una figura che l’attuale Parlamento regionale siciliano dovrebbe ricordare e gli attuali deputati assumere a modello...a futura memoria. (...)

Cosiccome va detto che la qualità progettuale delle prime due legislature, fin quando l’Autonomia veniva festeggiata e sentita, aveva dunque una propria “forza mentale”, dovrebbe essere oggetto di riflessione e bilanci positivi. Per esempio, la costituzione di quegli Enti pubblici regionali che divennero infine carrozzoni da dismettere, fu un atto sbagliato? Io credo di no. Se ne discuta, serenamente.

Ma si può parlare serenamente della Sicilia del Novecento, liberandoci dalle “scorie della storia”, o dobbiamo aspettare un altro secolo?.

Quanto pesa oggi quella psicopolizia neocoloniale che si manifesta nell’ossessione unitarista, come la chiamava Antonio Gramsci?

Devo pensare che, ancor oggi, sul tema dell’Autonomia, “i morti trascinano i vivi”?.

 

Cos'è Autonomia?

Heidegger si chiedeva “Cos’è Metafisica?”. Assai più modestamente dobbiamo chiederci “Cos’è Autonomia?”.

Autonomia è...parola greca: vuol dire, in breve, vivere secondo le proprie leggi.Leggi scritte, codificate. E Leggi consuetudinarie, culture di vita.

Autonomia è....strumento di autogoverno e pedagogia della sovranità.

Autonomia è....elaborare e radicarsi in una Verità che ci permetta di alzare uno sguardo siciliano sulle cose della Vita e del Mondo.

Una Verità che non può prescindere dalla valorizzazione realistica e intelligente della Lingua Siciliana e del nostro Paesaggio insulare e mediterraneo.

Nè, in piena globalizzazione multipolare, può attuarsi senza un respiro internazionale. Lo so che sto per dire...”Sicilia Indipendente!”, come Malta. E lo dico, perchè so che è pensiero logico. Ma non siamo qui per discutere di questo.

Al momento sarebbe già un miracolo se Autonomia significasse...per esempio: riprenderci le leve dello sviluppo ferroviario, approvare urgentemente un buon Piano Energetico Regionale che blocchi, filtri, negozi... la nuova colonizzazione energetica: ponendo fine a un orrore senza fine che divora le nostre terre mietendo vite umane e paesaggi, risorse e dignità. E quantaltro.

Come non pensare che lo svuotamento dell’Autonomia Speciale comincia nel Sessanta con l’arrivo in Sicilia dell’Eni e di quei vel/ENI che hanno inquinato non solo terre e mari e aria e uomini...ma anche la Politica?

Permettetemi, infine, una domanda: la nostra dolce e amara Sicilia potrà avere un Futuro proprio, a prescindere dalla rifondazione della sua Autonomia,magari alzando uno sguardo siciliano sulla Catalogna?.

E quale sarebbe questo Futuro senza una Nuova Autonomia che sia strumento operaio di sviluppo civile ed economico, e non solo di piagnistei?.

Vi ricordo, infine, che il “celebrare” può essere relazionato a una Festa, ma anche a un Funerale. A dirla tutta, da quello che vedo e sento, siamo all’estrema unzione. Ci vuole uno scatto di intelligenza, un cambio di paradigma, una botta di coraggio...

Grazie per l’attenzione.

Mario Di Mauro -www.terraeliberazione.org