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Bandiera gialla con la Triskeles cosmica al centro. E quella che abbiamo ereditato dai rivoluzionari siciliani dellOttocento che lottarono duramente per la libertà e lindipendenza del Popolo Siciliano.
Nellestate del 1837, nella Catania degli zolfi e del colera, fu con questa bannera che il Popolo Siciliano dichiarò una delle sue molte indipendenze poi sconfitte. Bannera gialla come lo zolfo e come quella esposta sulle navi in quarantena!. Bannera gialla dell'Indipendenza!.
A guidare la lotta erano i Fratelli Siciliani, molti dei quali vennero poi fucilati dal nemico continentale.
Oggi, anche se nessuno lo sa, i Fratelli Siciliani del 1837 sono sepolti, dimenticati, in una tomba abbandonata del Cimitero di Catania: noi vi andiamo a portare qualche fiore, di tanto in tanto...
Li chiamarono, quelli del 1837, martiri della libertà: la libertà e lindipendenza del Popolo Siciliano. E sono proprio quelli di piazza martiri della libertà, a Catania. Quelli con la bannera gialla... che ne fucilarono, nella Sicilia del 1837, a decine. Ma nessuno lo sa, chissà perchè.
Quel giallo si tinse di rosso. Il rosso del loro sangue.
Nelle nostre iniziative pubbliche esponiamo sempre anche la bandiera gialla e rossa, che fu anche quella del MIS, il movimento per lindipendenza degli anni quaranta del Novecento e della conquista di una Autonomia poi svuotata e tradita dalla politica puttana.
Questa bandiera, che veniva cucita a mano dalle donne del MIS, è stata, tra mille peripezie e commedie, adottata dalla Regione Siciliana (l.r.1/2000).
Anche questa è nostra e la sua leggenda ci riconduce alla Rivoluzione del Vespro 1282, quando il Popolo Siciliano si liberò dai franco-angioini e dagli italo-papalini per costruire la libera Communitas delle città siciliane, sul cui vessillo campeggiava la scritta: Bonu Statu e Libbirtà.
La nostra Fratellanza ha sviluppato uno studio approfondito (ancora inedito) sui dati simbolici di cui trattiamo in questo breve editoriale, producendo una sintesi visiva che è oggi il nostro logo:
Cè una Verità Siciliana che va restaurata, interiorizzata, tutelata e restituita alla Vita. Una Memoria da salvare, ma senza restarne prigionieri.
@ 2003. Mario Di Mauro - www.terraeliberazione.org