Nei secoli VIII-VII a. C. in viaggio verso il benessere siciliano

I Siculi sono subito costretti a cedere la città dello Stretto, da loro chiamata Zancle. "Zancle era stata principalmente da loro così chiamata, in quanto il luogo ha l'aspetto di una falce, che i Siculi chiamano zanclon; poi gli abitanti furono cacciati dai Sami e da Ioni, approdati in Sicilia perché in fuga dai Medi (T. VI, 4)". Strabone si esprime diversamente da Tucidide: "Messene fu fondata dai Messeni del Peloponneso imponendole il proprio nome; in precedenza si chiamava Zancle per indicare la curvatura della costa poco a sud/ovest dello Stretto (infatti il termine zanclio indicava una cosa ricurva); essa era stata fondata in precedenza dagli abitanti di Nasso che abitavano in Catania (S. VI, 2, 3)". La Messenia del tempo è però terra dorica: i Messeni giunti sono un ritardatario gruppo di fuggitivi dai nuovi ideali politici e sociali dei Dori?

Fondare per gli storici del tempo, e per le necessità predatrici dell'epoca, vuole dire asserragliare la città, impossessarsene, scacciare parte degli abitanti, farla propria. Noi dovremmo usare il termine conquistata, azione condotta da stirpi greche in competizione tra loro, al punto che quasi sembra che solo i duci di Creta e Rodi mantengono fede all'antica amicizia che li lega ai Siculi: è per questo che i nuovi Cretesi sbarcano in approdi Sicani (Gela).

Riporta - citandolo però come avvenimento del VI secolo e non del V - Macrobio che: "Anassilao di Messene il fondatore di Messina in Sicilia, fu pure re di Reggio ( I, 11, 28)".

Al tiranno si deve il mutamento del nome di Zancle in quello di Messene, per la concessione lui data a gente della Messenia di insediarsi: è codesto uno di quei pochi casi, durante la nascita della Magna Grecia, che dei coloni - e non pochi ma ricchi nobili - si insedia in Sicilia.

Alla morte di Anassilao prese il potere l'amico Mikytos.

Ortigia, Camarina e Casmene a sud/est sono prese dai Corinzi. Gela, Agrigento, (Eraclea) Minoa dai Dori di Creta e Rodi, condotti dai principi Antifemo ed Entimo. Il primo è presto re di Gela. Gela dopo un paio di generazioni estende il proprio potere - attestando ancora così il suo sangue dorico - sulle città di impronta greca; forse può contare su un più solido apporto militare dalla madre patria. Facilita tale congresso la "mala signoria" politica usata dai Corinziani col popolo indigeno inglobatosi nella nascente Siracusa.