A Catania in bicicletta...Una battaglia di civiltà e molti retroscena.
Corso delle Province: altro giro altra corsa
Dallinsediamento della nuova Amministrazione Comunale tre questioni epiche, in particolare, hanno tenuto banco a Catania: Piano Regolatore Generale, parcheggi scambiatori, riassetto di Corso delle Province. Chilometri di parole e lunghi resoconti riportati dagli organi di informazione cittadini.
Risultati ad oggi, luglio 2003, nulla di concreto si è iniziato a realizzare. Sul riassetto di Corso delle Province, lAmministrazione comunale del Sindaco Scapagnini nella conferenza stampa del 4 luglio, per lennesima volta ha annunziato il progetto; questa volta: parcheggi, verde e panchine. Inizio lavori presunto ottobre 2003, con un costo di oltre 4 miliardi di vecchie lire.
Però, pare che lappalto non sia stato ancora bandito!
Si suppone ma sembra che non ci sia notizia certa- che sia stato firmato laccordo Comune-Circumetnea, e , quindi, finalmente sbrogliata (?) la pendenza amministrativa pendente sullarea di Via Narciso, che, finora, almeno ufficialmente, ha tenuto bloccati i lavori di riassetto.
Ma e proprio così? Sarebbe utile per i residenti dellarea e per tutta lopinione pubblica saperne di più. La questione, par di capire, è centrale e pregiudiziale.
Di pista ciclabile, purtroppo, non cè nulla! La richiesta di realizzare una pista ciclabile, rilanciata in maniera forte e corale nellautunno del 2000 dal Comitato spontaneo, sostenuta da varie associazioni ambientaliste e sportive, ricordiamo: WWF, Legambiente, LAV, UISP, Strada Amica, Acquaterra Montainbike, e tante altre ancora, supportata da una petizione popolare con tremila firme, e sostenuta da diversi organi di informazione, non è mai stata ( e non è), un capriccio elitario di persone bizzarre, ma, bensì, il tentativo concreto di iniziare a realizzare anche nella nostra città, come già da tempo avvenuto in tante città italiane ed europee, reali modelli operativi di mobilità alternativa, silenziosa e pulita, salutare e non inquinante.
Una mobilità diversa, per contrastare e ridimensionare, assieme ad un forte rilancio del trasporto urbano pubblico ed una efficace razionalizzazione e controllo del traffico, lassedio autoveicolare che quotidianamente ingabbia Catania primaria priorità- determinando enormi costi sociali, in stress, inquinamento atmosferico e rumori, oneri economici.
Per guadagnare in reale vivibilità e qualità della vita.
Un tentativo, quindi, indirizzato a ripescare latto deliberativo della precedente Amministrazione comunale (novembre 1999) finalizzato a realizzare il Piano della ciclabilità; una rete, in città, costituita complessivamente da dieci piste ciclabili.
In questo contesto la pista ciclabile Corso delle Province ( P.za Lincon- P.za Galatea) assumeva, ed assume, una priorità realizzativa, dato il vincolo posto dalla Legge nazionale 366/98, che, allart. 8, destina a piste ciclabili le tratte ferroviarie dismesse. Tra laltro era già stato predisposto, oltre al progetto: pista ciclabile, verde ed arredo urbano, il finanziamento necessario, con una copertura al 50% , pari a 864 milioni delle vecchie lire proveniente dal fondo nazionale per la ciclabilità-, e successivamente respinte, immediatamente dopo linsediamento della Giunta Scapagnini.
Inoltre, sulla superficie dedicata agli ex binari, cè, nei fatti, spazio per usi diversi ed articolati. Con una larghezza di 5,70 metri, possono coesistere, pista ciclabile, verde ed isole di parcheggio per autovetture. Quindi invitiamo lamministrazione comunale a meglio riflettere per rivedere i propri progetti.
In questi ultimi tre anni la ciclabilità a Catania è molto cresciuta, per quanto girare in bici nelle strade della nostra città, senza la protezione di sicurezza delle piste, non sia facile. Un combattimento continuo con le macchine. Però, la grande voglia di non essere schiavi delle quattro o due ruote motorizzate, incentiva luso della bici. E un dato oggettivo. Basta solo ricordare, per chi ha voglia di osservare, i tanti ciclisti che giornalmente attraversano le strade della città, e le passeggiate serali di Critical mass che hanno avuto un grande successo di partecipazione.
Riguardo la cosiddetta salita di Corso delle Province, varie volte declamata dal sindaco Scapagnini, nei fatti la pendenza è puramente ridicola. Chi va in bici, e che di norma non si fa trasportare solo dallo schioppettate motore, con o senza autista, di questa salita si lecca i baffi. Nelle diverse iniziative realizzate a Catania in questi ultimi tre anni dal Comitato e dalle associazioni che propongono le piste ciclabili e luso quotidiano della bici in città nelle normali attività di spostamento, in particolare inbiciacatania, nei vari passaggi sulle due ruote effettuati in Corso delle Province, i centinaia di ciclisti partecipanti ( uomini, donne, anziani e bambini) sono sempre arrivati, dopo lascesa di questa novella Etna, freschi e tranquilli; altro che test per cardiopatici, come dichiarato dal nostro Sindaco.
Infine, nella conferenza stampa, riguardo lindirizzo operativo per realizzare piste ciclabili a Catania, da parte dellamministrazione comunale sono state richiamate le piste P.za Stesicoro, Via Sturzo e lungomare che arriverà fino a Cannizzaro. Necessitano alcune precisazioni. La pista ciclabile Cannizzaro è nei fatti la pista ex tratto ferroviario Via Messina-Viale Lauria: il progetto è stato predisposto nel 1999 dalla precedente amministrazione comunale, con una copertura al 50%, pari a 924 milioni vecchie lire, proveniente dal Fondo nazionale-Regione Sicilia.
Sono passati ben quattro anni, senza nessun avvio operativo, e tutto totalmente tace. Ogni tanto, con periodicità cadenzata, lamministrazione comunale tira fuori dal cassetto dei sogni la buona novella. La cosiddetta pista P.za Stesicoro-Via Sturzo è nei fatti la pista ciclabile P.za Giovanni XXXIII-P.za Stesicoro, progettata dal Comune di Catania il 13.08.2001 per una lunghezza di 1400 metri e una larghezza di 1,5 metri, per un costo di 6,5 miliardi di vecchie lire. Cioè, un onere di costo di 4.639.000 vecchie lire per metro lineare. Una cifra enorme, incomprensibile. Evidentemente sotto la voce pista ciclabile cè dellaltro.
Egregi Signori dellAmministrazione comunale, sulla mobilità e sulla ciclabilità a Catania è necessaria una dose di coraggio e di sana e coerente lungimiranza, per realizzare reali innovazioni a beneficio della città e dei suoi cittadini.
Il Comitato spontaneo per la pista ciclabile in Corso delle Province (f.to Stimolo Domenico)