L'Associazione "Terra e LiberAzione" di Catania aderisce all'iniziativa per la "liberazione dell'Etna" dai demenziali divieti di accesso promossa dai "montanari" e sostenuta da diverse associazioni.
La "criminalizzazione" della Muntagna serve ad alimentare logiche affaristiche ed emergenzialiste contro le quali occorre opporsi in modo complessivo e sistematico, in primo luogo, ovviamente, vivendo la Muntagna con amore e conoscenza.
per informazioni sull'argomento visita anche il sitowww.etnaviva.it
L'Etna vietata
Nostro intervento uscito su "La Sicilia" 26-6-2003
E' la stessa logica delle "strisce blu": non ti do niente in cambio ma devi pagare per quello che è tuo. L'Etna è mia, nostra. il divieto di ESCURSIONE LIBERA oltre i 19OO metri non colpisce certo gli imbrattatori della Montagna (nè quelli che salgono sull'Etna pensando che sia Cortina d'Ampezzo e non la Muntagna del Mito, il Tetto del Mediterraneo, la Madre della Terra dei Siciliani, la Casa dei "diavulleddhi laburiusi" di Santo Calì o degli Angeli Custodi di Excalibur, che forse sono poi le stesse "creature"...). Il divieto di escursione libera è un effetto collaterale della "criminalizzazione" della Muntagna, un precipitato della logica emergenziale che vede nella Muntagna e nei suoi "fenomeni" una delle tante "occasioni" per fare passarella e concludere "affari".
Amare l'Etna, almeno per noi dell'associazione "Terra e LiberAzione" che aderisce alle iniziative "antiproibizioniste", è una cosa sera, sforziamoci di amarla seriamente e con civiltà. E di non fare confusione.
Mario Di Mauro - www.terraeliberazione
ETNA ERUZIONE E BUON SENSO
Questo nostro intervento è uscito sui quotidiani "La Sicilia" e "Giornale di Sicilia", il 2-11-2002
Ormai è come se ci fosse un copione. Ad ogni eruzione dell'Etna si mettono in moto i teatrini litigiosi della "protezione civile" e gli inviati allucinati delle tv di mezzo mondo che presentano una Sicilia sommersa dalla lava...alimentando una sciocca "criminalizzazione" della Muntagna.
Anche le recenti eruzioni dell'Etna, come accade dal 1983, vedono la messa in scena, costosa e improbabile, della "guerra contro la lava". Bombardamenti d'acqua coi Canadair non solo contro la lava ma contro le leggi della fisica, erezione di argini a deviare il corso naturale delle cose che, in questi casi, è quasi sempre meno pericoloso della "protezione civile"; per non dire delle stucchevoli passerelle di presidenti e vicepresidenti vari con la scusa di tranquillizzare le già tranquille, per quanto si può, "genti dell'Etna" che con la Muntagna ci conviviamo da sempre.
In un Tg nazionale di ieri sera, in circa 4 minuti, abbiamo contato almeno 20 volte le parole "paura" e "violenza" riferite all'Etna. A me a Muntagna non incute paura, ma Rispetto, e le sue manifestazioni non accadono nel segno della violenza ma in quello della Forza. La Natura è Madre della Vita, e la morte segna solo il limite delle cose in un Flusso Cosmico che, per sua...natura, è illimitato, eterno. Noi viviamo in simbiosi con l'Etna, anche se dobbiamo ancora imparare molte cose: ma cosa stiamo aspettando a stipulare una mega polizza assicurativa collettiva per i rischi connessi, in modo inevitabile, alle eruzioni ed ai terremoti? E avremo mai un "governo del territorio" capace almeno di copiare quello che in Giappone e in California riescono a fare di buono per ridurre il danno sismico? Da quelle parti gli edifici di intere città, con problemi simili ai nostri, vengono costruiti su "isolatori in gomma, appoggi scorrevoli acciaio-teflon, controventi dissipativi" e qualcosa può essere fatto anche per le strutture esistenti, come la "cerchiatura attiva" (fonte: ing. Stefano Massimino). E invece che si fa? Passerelle di politici furbetti e processioni di santi che non sudano in una Sicilia che resta politicamente e spiritualmente infantilizzata...Il problema nostro è che non sappiamo amare seriamente la nostra Terra e le sue Forze, di quell'Amore che nasce dalla Conoscenza e si alimenta di Rispetto e Azioni consapevoli, anche piccole, come alzare uno sguardo maturo sulle lave affioranti in città fino alla Scogliera Nera che fanno di Catania un unicum in tutto il Mondo. Siamo risorti 7 volte da eruzioni e terremoti...manco l'Araba Fenice! Assistiamo invece e perfino alla polemica tra "scienziati" sul fatto che eruzione e terremoto siano o meno collegati...e non riesco a "scollegare" il retropensiero che arreri a queste "diatribe scientifiche" ci siano interessi legati alla "ricostruzione" e alle "competenze commissariali". A pensare male, 2 volte su 3, qui ce la 'nzerti!
Su tutti si erge a Muntagna, che ora tace ora fa festa: imponente, magnifica, sacra. Ombelico di Trinakria e del Mar Mediterraneo, un Mito Vivente. Stiamo vigili, ma zitti, per favore!.
Ottobre 2002. Mario Di Mauro, direttore di "Terra e LiberAzione.Org"