Dalla Sicilia profonda
Centannarreri.
Perchè Ramacca non decolla mai? Perchè si deve emigrare?
Quando, centannarreri, dal poggio delle Tre Forche di Ramacca, nella Piana di Catania, dalle gallerie scuruse delle miniere di zolfo, risalivano carusi e scecchi carichi di quelle pietre gialle senza le quali le fonderie di Manchester sarebbero rimaste spente e la flotta imperiale di Sua Maestà britannica orfana di ragione sociale...
Centannarreri, quando u beni veniva da quella Kiana chera stata, duemila anni prima, granaio dellImpero e teatro di epiche rivolte di schiavi per la libertà...
Centannarreri, sulle sponde del Gornalunga, lantico Fiume di Erix, eroe sicano, una via dacqua chera navigata quando le ninfe cantavano ancora con Dafni, sebbene già inudite...
Centannarreri, quando cera la lotta di classe: i proletari, cioè chi non possedeva altro che braccia e figli, lottavano per migliorare la propria Vita...
Poi, dagli anni sessanta del Novecento, accadde che il mito della terra a chi la lavora si risolse nellillusione della classe operaia che andava in paradiso e, soprattutto, in Padania e Germania: coi treni del sole. Ed emigrava accuddhì anche la lotta di classe, e forse anche un po di quellistinto epico al miglioramento che sera radicato nel corpo sociale e muoveva la storia del paese. Restava la mitologia delle lotte che alimentò per ventanni le fortune di una sinistra locale maggioritaria, inconcludente e sterile: i tre candidati a sindaco di oggi sono tutti e tre di scuola democristiana.
Ramacca, negli anni sessanta, si è svuotata...ma gli emigrati vi lasciavano la testa e il cuore, e ogni mese mandavano le rimesse, i soldi: per alzare case, piantare jardini, avviare putìe...questo proletariato esterno ha costruito quel che di buono a Ramacca oggi si vede: case dignitose, lenze di terra coltivata tra mille pene...i ragazzi lo devono sapere che nessuno ci ha regalato mai niente, a noi Siciliani. Macari a Ramacca.
Una generazione e mezza su tre se ne parte dove leconomia tira. Si emigra: chi per qualche anno, chi per qualche decennio, chi per sempre. Ho fatto un po di conti: nellarco di un secolo un ramacchese su due se ne va a lavorare fuori...Restano vecchi, bambini, carusi; un piccolo esercito di pubblici impiegati; e quanto basta a tenere in piedi leconomia povera di cui la situazione abbisogna: una economia di ratteddhi, di agricoltura più o meno assistita, di bar e pizzerie perchè da qualche parte si deve pure andare...E poi Ramacca è un buon posto dove nascere e dove tornare a morire, un po come i vecchi esquimesi che si ritirano dal mondo, o come i vecchi elefanti, che tolgono il disturbo al momento giusto...
Oppure ci puoi dormire. A Ramacca si dorme bene, e buonanotte.
Perchè Ramacca non decolla mai? Perchè ce ne dobbiamo andare?
Negli anni cinquanta si coltivava barbabietola da zucchero ma chi provò ad impiantare uno zuccherificio raccolse lamarezza di un aborto industriale.
Negli anni sessanta ad abortire è la trasformazione di un latifondo fatto a spezzatino di lenze da una riforma agraria il cui unico, sebbene storico, valore fu di riscatto morale della famiglia contadina, poichè dal punto di vista della produzione, nei fatti, quella Riforma si rivelò più reazionaria del latifondo contro il quale, allapparenza, era rivolta e i tentativi di organizzare razionalmente i fattori di produzione fallirono come fallirono a Ramacca le cooperative La falce e La terra... Aveva ragione lon. Attilio Castrogiovanni, del Movimento per lIndipendenza della Sicilia: nè latifondo, nè spezzatino, ma una Riforma finalizzata alla creazione di alcune decine di aziende modello, anche in forma cooperativa... Ma di questo non si è mai voluto parlare, neanche nei convegni allUniversità. Lemigrazione di massa divenne inevitabile, come lumiliazione di sentirsi dire dal ministro democristiano di Caltagirone: imparate una lingua e andatevene!.
Negli anni settanta, anche grazie al flusso miliardario delle rimesse degli emigrati, la Piana profuma di zagara e illusioni che finiscono sotto i trattori dellAIMA e degli intrallazzi: mentre la produzione mondiale si moltiplica per dieci volte, qui si distrugge il prodotto spacciando la pillola scaduta della crisi di sovraproduzione...
Con le arance si fanno, si potrebbero fare, tante cose: vitamine, essenze per profumi, acido citrico...ma non qui. Un altro aborto industriale.
Anni ottanta, mentre il nuovo piano regolatore, con tanto di relazione geologica truccata, prevede lo sviluppo urbanistico su zone franose ed è in tutta evidenza incentrato sugli interessi speculativi di una decina di personaggi, Ramacca diventa una capitale del carciofo -e il parathion, un veleno micidiale che veniva usato per fare prima, labbiamo bloccato in tempo, senza far rumore... Ma anche la carcioferìa finisce a brodu di chiappiri: il salto di qualità, la trasformazione industriale del prodotto e lo sviluppo di una filiera, abortisce, malgrado gli sforzi, i sacrifici, lintelligenza che vi sono stati profusi. Ci è rimasta la sagra, sempre più bella, elettoralistica e tanticchia inutile.
Anni novanta. Nel mondo, lindustria del turismo e della cultura supera per fatturato anche quella petrolchimica! I diritti dautore producono più dollari dellindustria automobilistica. Le conseguenze, anche in forma di occasioni per lo sviluppo, arrivano lente alle periferie dellImpero. In Sicilia, per coglierle, basterebbe ritrovare Verità e Bellezza nel proprio Essere, organizzare meglio quello che si è e quello che si ha...E se, come ripeto spesso nelle mie conferenze, un Popolo è quello che entra ed esce dalla sua bocca...i Siciliani, anche a Ramacca, dovrebbero intanto imparare ad essere Siciliani e non più un confuso branco di colonizzati.
Nel laboratorio culturale di Ramacca la questione viene colta bene da chi pubblica A Chiazza, un picccolo giornale incentrato sulla difesa e valorizzazione della Montagna di Ramacca, dellantica città sicula di Erikes che vi è sepolta da 25 secoli... Non è stato inutile, ma la cattiva politica e lincultura di massa hanno bruciato dieci anni: e se qualcosa oggi si muove è solo perchè qualcuno, allora, ha difeso la Montagna e poi perchè un po di soldi per queste cose ormai arrivano quasi da soli: malgrado tutto, malgrado pasticci e intrallazzi.
Attraversato il bivio del duemila, a Ramacca si impianta una industria allavanguardia, che potrebbe essere linizio di una svolta, lingresso di questo territorio in un modello di sviluppo finalmente coerente e produttivo. La biofabbrica, che produce insetti divoratori di parassiti in agricoltura senza i quali la produzione biologica sarebbe impossibile... Insomma, bios vuol dire vita, sarebbe anche un buon augurio. Accade però che la biofabbrica nasce...morta. E come se la Storia in persona ci prendesse per il culo!
Ma come, ora cè lacqua corrente nei rubinetti!
Diciamolo piano, che se ci sentono in Europa cè da perderci la faccia...Lacqua nei rubinetti è una cosa normale, e il non averla, semmai, è una notizia. E poi, lacqua qui non è mai mancata; e neanche gli intrallazzi che la rendevano merce rara, e neanche la lotta del Popolo per lAcqua: l8 maggio del 1980 a Ramacca ci fu una rivolta che fece scalpore in mezza Europa. Me la ricordo, perchè sfiorò anche la mia immacolata casella penale: ho rischiato 7 anni di carcere. Il fatto che ora lacqua ci sia è una cosa buona, ma non è un miracolo. Idem per lospedale (o quel che ne resta). La Lotta e lemergere di competenze locali hanno salvato il salvabile.
E che dire del metano? Da decenni loleodotto algerino ci passa sotto i piedi; poi qualcuno ha imposto la metanizzazione di una serie di Comuni: e Ramacca, senza alcun merito speciale, si è ritrovata coinvolta in questo affare.
Meglio di niente, ma non è stato nè un miracolo, nè un regalo. Labbiamo pagato, e lo paghiamo.
Qui nessuno ci ha mai regalato niente: nè da destra, nè da centro, nè da sinistra. Nellestate del 1943, quando vennero a liberarci, dopo aver bombardato il paese (un centinaio di morti!), gli angloamericani rastrellarono un sacco di ramacchesi e al pretore che protestò dicendo: non potete fare di tutta lerba un fascio, alla parola fascio si portarono pure lui in campo di concentramento a Priolo: proprio dove, ventanni dopo, sarebbero sorte le ciminiere del cancro, dei bambini che nascono deformi e di quelli che non nascono proprio... e dellidrovora petrolchimica, che si suca metà dellacqua siciliana tra gli applausi di politicanti orbi e corrotti. Mentre lagricoltura muore di una sete pianificata su scala industriale.
Da allora, da dopo la guerra, la distorsione dello spazio pubblico, in Sicilia, si alimenta di tanti fattori: uno è costituito dal consenso elettorale accumulato sulla base di favori, ricatti...attìadilovu e ppimmiac- chiccè. Chiamatela mafia, chiamatela come vi pare, pure antimafia se volete...tanto lo sappiamo cosè, e di questa sapienza stiamo soffocando.
Il Popolo Siciliano ha diritto alla libertà e allindipendenza: se non si chiarisce e risolve sta cosa la Sicilia resterà una colonia e Ramacca sarà sempre lo scarico del cesso di una colonia: cu arriva pigghja e se ne va.
Cè perfino il petrolio a Ramacca: quando gli servirà lo tireranno fuori, ci prenderanno in giro per una decina danni e poi se ne andranno altrove, lasciandosi alle spalle un nuovo camposanto...
Cambiare sceccu...
Oggi, purtroppo, u beni non veni da Kiana (e neanche da emigrati che rimettono solo amarezza e nostalgia). Oggi, nei paesi siciliani come Ramacca, si campa all85% di stipendi, pensioni e riciclaggio della spesa pubblica...Le nuove generazioni, tranne i pochi fortunati che riescono a fregarsene, possono democraticamente scegliere a quale categoria di sradicati aderire: quella dei drogati, quella degli emigrati o quella dei tiratorisceltidigiacche. E nessuno ci gira un film.
Puntuale come linfluenza, in questo Spettacolo neocoloniale, ritorna in scena lelezione del Sindaco: che qualcosa non funziona il ramacchese lo capisce da solo e, ancora una volta, lunica speranza per molti è quella di cancìari sceccu- come avrebbero detto centanni fa i viddhani delle Parità di Serafino Amabile Guastella-.
Nel suo spot elettorale il Sindaco uscente, democristiano di razza, promette che saranno fatte le strade e le fogne e pure lilluminazione...Per un attimo mi pare stia parlando non di un Comune dEuropa ma di un villaggio irakeno sopravvissuto alle bombe umanitarie e democratiche dei vampiri angloamerikani...Le strade, le fogne e pure lilluminazione...Ma almeno Lui promette qualcosa. Gli altri, post democristiani pure loro, hanno un solo progetto: liberare Ramacca dal Sindaco uscente, il Tiranno, che, dammucciuni, ha distribuito un uovo quasi in ogni famiglia, tieni unuovo ma non lo dire a nessuno...E ora sta ripassando per riscuotere, rinnovando a tutti lavvertimento di un antico latifondista locale: attìa di lovu!. E in un contesto reso culturalmente mediocre dallemigrazione, dalla paura e dal disincanto, dove anche i nani sembrano giganti, la lotta di classe o, per dirla altrimenti, il confronto civile, in questa periferia a metà strada tra lEuropa e lIrak, si tiene tra due partiti fondamentali: quello degli Attìa di lOvu e quello dei Pimmiacchiccè?. Il resto è contorno.
Il cambiare un Sindaco non basterà mai a colmare quella distorsione mentale che ha trasformato lintelligenza in furberia, battezzandola spirtizza; nè a liberarci da quellipocrisia che chiama moderazione lincultura e il mutismo di massa in cui pasce il delirio della cattiva politica. Ramacca non decolla perchè a troppi figli preferiscono dare soldi per comprarsi leroina o la macchinona nuova, ma nessuno insegna loro a leggere buoni libri, ad amare larte, a coltivare unidea di Bellezza senza la quale u paisi di Ramacca resterà nel terzomondo in cui si trova: un terzomondo colonizzato in cui si è potuto impunemente devastare una zona archeologica (quanto costerà ripristinare per davvero la Bellezza dei luoghi?); trasformare una discarica comunale in una bomba chimica... diffidare di chi vedeva Ramacca come una risorsa.
Un esempio, secondo me indicativo dellidiozia con cui si amministra Ramacca: se limpianto urbanistico di Ramacca -quello descritto nel libro La Città di Gesù di Salvatore Malerba pubblicato dalle Edizioni Terra e LiberAzione nel 1998 con una mia prefazione- se questo santo corpo di pietra lavessero avuto in un borgo della Baviera o in una cittadina americana avrebbero trovato il modo di coniugare lidentità e lo sviluppo...senza sprecare clamorosamente perfino loccasione offerta dai fondi europei di Agenda 2000 - a proposito dei quali, a Ramacca sono riusciti a imbrogliarsi da soli, come nel caso del parco archeologico...Unaltra storia di idiozia, da raccontare.
La forza nascosta di Ramacca
A Ramacca non cè una libreria, non si legge quasi niente che valga qualcosa sul piano del radicamento spirituale in questa Terra...Ciò malgrado, come un incanto sui Monti Algar, come un claros sui Monti Herei, come lapilli infuocati dellEtna, sorgono poeti di quella poesia che nasce dalla solitudine e dalla Terra: ecco, la risorsa più grande che Ramacca abbia prodotto in questi ultimi 2o anni. Se si potesse campare di poesia, se bastasse la poesia per non colare a picco, saremmo ricchi.Ma che Ramacca produca poesia è un fatto straordinario, una Bellezza che va coltivata come un giardino-paradiso...
Perchè Ramacca non decolla? a questa domanda si dovrà prima o poi trovare una risposta. Quella risposta che invece cè alla domanda: Perchè Ramacca non affonda?.
Se vuoi vedere i ramacchesi tutti insieme devi aspettare il venerdì santo...il funerale di Gesù. Almeno Iddhu ci riesce, a metterli insieme!.
Se guardiamo le statistiche del Cresm, gli indici di disoccupazione, le classifiche di vivibilità urbana, le proiezioni demografiche...si comprende perchè Ramacca sia stata classificata tra i Comuni dEuropa a rischio di estinzione.
Ma nelle statistiche ufficiali non ci sono troppe cose: non cè il valore della Famiglia, non cè la solidarietà tra le generazioni, non ci sono, per dirne una, la frutta e la verdura e i biscotti che ci regaliamo, non cè laria quasi pulita che respiriamo...
Ma questo non basta. Leconomia ha leggi feroci e qui, per non affondare, ci vuole un miracolo. E a farlo non può essere il diavolo, questo fetente che fa sudare le statue di San Padre Pio per prendere in giro i fedeli...pure lui ci si mette!*
Il miracolo lo può fare solo il popolo di Ramacca: mettendo la Famiglia al servizio della Comunità. Non solo in parrocchia. Insomma, non restare chiusi a casa davanti alla televisione, ricostruire la società civile, fare altre associazioni culturali, sportive, gastronomiche...Fare un giornale locale vero...E rispondere finalmente alla domanda: ma perchè Ramacca non decolla mai?. E lunga, ma unaltra strada non cè.
Non è più questione di Sindaco, ma di Popolo. Lo capisca chi vuole, chi può. Se ne traggano le conseguenze.
Mario S. Di Mauro
* i santi, di tutte le religioni, non hanno bisogno di fare queste teatrate!