Lettera ai Siciliani Se le elezioni servissero a cambiare le cose, le avrebbero già abolite.
Se le elezioni servissero a cambiare le cose, le avrebbero già abolite. Chi detiene veramente il Potere è una Piovra Globale che può impostare l'agenda politica di un paese per 50 anni. Siamo "liberi" di fare quello che Altrove hanno deciso di farci "liberamente" fare.
Se il bravo dietrologo può affermare che "Berlusconi ha giocato come uomo della Piovra Globale, in particolare di quegli ambienti massonici che rispondono all'Alma Mater di Londra", non si può dire che Prodi ne sia meno dipendente. Ad ogni modo la gente semplice non conta niente, certo non decide le guerre nè l'agenda politica di un paese. La miseria della politica si sta però risolvendo in politica della miseria e i nodi arrivano al pettine.
Il vecchio Marx direbbe: lo Stato dei pescecani e dei parassiti si erge come un nemico della Società produttiva. Solo la nebbia dello Spettacolo telepilotato impedisce a chiunque di vedere. Ma le ideologie dominanti sono sempre quelle delle classi dominanti. E si alimentano di bugie colossali e di misteri impenetrabili.
La Repubblica italiana è finita nel 1978, con l'assassinio di Aldo Moro ordinato chissà da chi?. E' una buona ipotesi e serve a ragionare seriamente.
L'ultima "resistenza sovranista", tentata da un settore della DC e dal PSI di Craxi, è stata travolta, facendo leva sulla sua stessa e notoria mostruosa corruzione, nei primi anni novanta dall'operazione Mani Pulite, impulsata chissà da chi... Dopo non è accaduto nulla. Siamo ancora al 1992.
Il berlusconismo "al tramonto" aveva alimentato qualche illusione che si è tradotta, l'estate scorsa, nel tentativo di scalata della BNL operato dal partito tosco-emiliano DS-MPS-Unipol e stroncato dal partito milanese che parla attraverso il Corriere della Sera. Ma lo stop è arrivato dall'alto, molto più in alto. Il prezzo che pagheranno è lo scioglimento immediato dei DS in un partito più obbediente alla Piovra Globale, alle sue Logiche. Non miglior sorte è toccata alla linea di rinazionalizzazione in chiave europeista impugnata, nel decennio perduto, dalla Conferenza Episcopale Italiana di Ruini.
Resta la domanda-chiave: ma cosa accadde veramente in Italia nel 1992?. I nostri dietrologi diranno: "Cosa Nostra" apre una trattativa con lo "Stato". Non sanno però che "Cosa Nostra" è solo una "agenzia di servizi" sul mercato globale, e manco la più importante, com'è ovvio. Accadde ben altro nel 1992: altro che Totò u Curtu!.
Quest'Italia è al capolinea
Secondo Paolo Raimondi, presidente del Movimento Internazionale per i Diritti Civili: "La recente nomina di Mario Draghi a governatore della Banca dItalia rappresenta la definitiva capitolazione delle istituzioni economiche e politiche italiane agli interessi della grande speculazione internazionale e ai dettami di un liberismo economico-finanziario sempre più selvaggio, ma anche sempre più in bancarotta.
Con Draghi in Via Nazionale è partita la fase del Britannia 2!
Le banche internazionali e i fondi speculativi hanno ottenuto il disco verde per una nuova avanzata, per dare la caccia a nuove imprese da fagocitare e ai 140 miliardi di risparmio nazionale, e si preparano a fare bottino con la privatizzazione delle pensioni.
È la prima volta, nella storia della Banca dItalia, che il governatore non è stato scelto tra i suoi membri più rappresentativi, ma è stato direttamente catapultato, con grande fanfara, dalla centrale della finanza internazionale, dalla Goldman Sachs".
Perché?
"Chi cerca una risposta nelle beghe interne italiane non capirà niente. Mario Draghi è il Mr. Britannia.
Il 2 giugno 1992 , il Ciampis boy, allora Direttore Generale del Ministero del Tesoro, guidò il drappello di dirigenti delle Partecipazioni Statali sul Britannia, il panfilo della regina Elisabetta II dInghilterra, per un incontro con i grandi finanzieri della City di Londra e di Wall Street per svendere lindustria di stato italiana, o per modernizzarla, come usavano dire.
Poi a settembre 1992 lattacco speculativo delle stesse finanziarie, coordinate da George Soros, contro il Sistema Monetario Europeo fece svalutare la lira del 30%, regalando ben 15.000 miliardi di lire agli acquirenti-speculatori che acquistavano in dollari.
In quegli stessi giorni le Mani Pulite realizzarono il grande massacro politico che aprì la porta al neoliberismo selvaggio e al neoconservatorismo di marca angloamericana.
Negli anni successivi, diventato il regista delle privatizzazioni, Draghi ha trasformato il panorama economico nazionale in un intreccio incestuoso tra banche e imprese. Se si indaga un poco viene subito alla luce che una delle finanziarie favorite nel processo di privatizzazione è stata la Goldman Sachs.
Nel 2001 Draghi lasciò il Ministero del Tesoro per passare alla vice presidenza di Goldman Sachs, una finanziaria che ricopre un ruolo decisionale centrale nella globalizzazione finanziaria mondiale.
Il sistema finanziario internazionale è in bancarotta
La bolla speculativa è stata ingigantita a livelli inimmaginabili soprattutto nell'immobiliare e nei prodotti finanziari derivati. Leconomia reale sottostante viene via via distrutta o...delocalizzata dove più facile risulta l'estorsione di pluvalore dal lavoro operaio.
A tenere in piedi il bluff "occidentale" è, in verità, il trasferimento di una quota del plusvalore lucrato dalla nuova borghesia cinese dal lavoro vivo del più grande esercito industriale di tutti i tempi.
Che questo meccanismo permetta il finanziamento della speculazione globale e del debito pubblico americano in particolare, è fuor di dubbio.
Presto sarà chiaro a tutti in quale terzomondo stiamo precipitando. Liberismo e protezionismo verranno affannosamente dosati fino alla rottamazione del modello sociale europeo.
Questa Sicilia è al capolinea
Non serve a nulla invocare lo "Stato" o l' "Europa", i "Marziani" o "Geova", nè tantomeno inesistenti virtù taumaturgiche di uno Statuto d'Autonomia che difendiamo dal peggio in attesa di tempi migliori: è come volersi riparare da un uragano con un ombrellino da passeggio. In Sicilia non serve invocare il Diritto positivo: cioè scritto. Chi comanda in Sicilia (ENI, ERG, SHELL, Montepaschi...) del "Diritto" se ne sta fottendo. Altro che "Legalità", cari sinistri antimafiosi: ipocriti o cretini?.
Lo Statuto di Autonomia -altra "Legalità" ignorata!- fu conquistato dal Movimento per l'Indipendenza, nel 1945, come strumento giuridico per la costruzione di una Sicilia autogovernata, ricca e consapevole della propria Identità nell'ambito di uno Stato italiano condiviso. In realtà fu "concesso" per liquidare l'indipendentismo. Il governo romano fece coi sicilioti quello che il governo statunitense aveva fatto con gli indiani.
La lumpenborghesia siciliana degli intrallazzi, in mezzo secolo, ha vanificato il vecchio Statuto, mentre la sinistra delle illusioni "legalitarie" e della retorica antimafiosa, incapace di comprendere la Realtà della Sicilia profonda, si conferma estranea alla sofferenza mai esibita del nostro popolo, chiusa nel gergo e nei riti di quattro salotti, subalterna alle multinazionali che saccheggiano la nostra Isola, tentacoli della Piovra Globale.
Se l'emigrazione dei migliori appare inarrestabile, non di meno lo è la morte petrolchimica; mentre il paesaggio spirituale di Trinakria vale meno di una puntata del "grande fratello" o di una passeggiata all'ipermercato, non di meno ogni settore economico risente della mancanza di scelte politiche indipendenti: dall'agricoltura, al commercio, al turismo...Ripartiamo dalla Realtà.
In piena globalizzazione serve una politica estera siciliana; anche volendolo riesumare il vecchio Statuto è superato dai fatti, travolto dalla crisi storica dello Stato-Nazione italiano.
Ciò che deve accadere, accadrà. Il declino dello Stato-Nazione italiano, nato nel 1860 dall'inganno anglo-piemontese in vista dell'apertura del Canale di Suez, è inscritto nelle decisioni della Piovra Globale o, per dirla più oggettivamente, nelle leggi di movimento della Storia.
Ricordiamo che nel 1860, dietro il paravento della dittatura garibaldina, in un solo colpo distrussero l'imponente flotta commerciale delle Due Sicilie, rapinarono le nostre banche, e si presero il controllo sugli zolfi, il petrolio del tempo, che muoveva flotte e industrie, quando l'Isola di Trinakria era già la miniera del mondo. Ironia della Storia, ora tocca allItalia.
Il ritmo delle trasformazioni in corso su scala mondiale impone la ricerca di scorciatoie a tutti i problemi strutturali della nostra Sicilia. Nessuna soluzione passa per Roma.
Il Lavoro Siciliano non potrà sintonizzarsi sul ritmo delle trasformazioni della Realtà mondiale senza aver conquistato l'indipendenza bancaria, monetaria, fiscale, diplomatica. Culturale e Ideologica.
In breve, la Sovranità politica, per quanto relativa possa essere dentro processi di globalizzazione che, nell'ascesa dell'Asia, stravolgeranno tutto.
Ma giocare in proprio non è la stessa cosa di essere giocati da altri.
Una Repubblica siciliana libera e indipendente, pacifica e operosa, quantomeno come Malta, segnerebbe la fine di tutti gli alibi mafiosi e antimafiosi, la fine dello sradicamento delle nuove generazioni dalla nostra Storia millenaria e dalla nostra Terra Sacra. Alla diffusione di questa Idea occorre dedicarsi con tutto il Sintimentu, sicula concrezione di cuore e cervello.
Cu voli pira, kianta pira!.
Marzo 2006. Terra e LiberAzione
www.terraeliberazione.org