Cima dell'Etna

Libere riflessioni di Uomini e Donne che alzano uno sguardo sulla Vita, dalla Cima dell'Etna...Dove l'aria è aria, il cielo è più vicino e il mare colma l'insularità di ricchezza interiore...Intorno a un fuoco.

ALTEZZE

C’erano una volta le cime più elevate e più inaccessibili dei monti, dove uomini di cui si è persa la memoria salivano per dedicare riti alla divinità, dove templi vennero costruiti a tale scopo, dove con l’avvento del cristianesimo si sovrapposero chiese e monasteri. Epoche, uomini e tradizioni diverse, legati dal medesimo orientamento verso l’alto. Da un lato ci si avvicinava al divino, dall’altro si diffondeva sulle valli circostanti il benefico influsso di quel contatto realizzato. Giunse infine l’epoca di uomini incapaci di guardare verso l’alto, con lo sguardo sprofondato nel ristretto orizzonte della loro materialità. Le vette furono abbandonate alla loro solitudine e al loro silenzio, gli edifici divennero rovine, le rovine scesero sulle valli.

Oggi quei luoghi son tornati ad essere frequentati, da uomini, da cose e da “sottili influenze”…Antenne d’ogni tipo sono spuntate come funghi, proprio là dove lo sguardo libero abbraccia l’orizzonte più vasto: a cogliere segnali e a diffonderli verso valli bombardate da umane, troppo umane, telecomunicazioni. Addirittura in America, le compagnie telefoniche finanziano la costruzione dei campanili delle chiese che ne sono sprovviste, a patto che in cima esse possano piazzare i loro moderni simboli del chiacchiericcio universale.

Basterebbero solo segni come questi a dare il senso dell’irreversibile decadenza che interessa l’intera umanità, dell’irrimediabile perdita della direzione verso cui l’uomo dovrebbe, per sua natura e suo destino, indirizzare la propria esistenza.

 

ATTEGGIAMENTI E CARATTERE

Uno dei vettori trainanti della sfera sessuale è sicuramente il corrente modo di vestire. Per tanti individui, il vuoto interiore dei nostri tempi è compensato dalla ricerca di un abbigliamento nel quale identificarsi e mediante il quale affermare la propria virilità.

Mentre l’agire con carattere sarebbe, per esempio, non lasciarsi trascinare da questi fuochi fatui, seguire il “culto del look” rassicura un più o meno velato narcisismo, con atteggiamenti ad effetto. L’attenzione prestata al proprio corpo, costituisce la parodia del rito della vestizione; di fatti è tanto maniacale nella sua meticolosa predisposizione, quanto frivola e inconsistente nel suo obiettivo.

Quest’immagine è il biglietto da visita per l’ingresso entro un branco di individui, entro il quale sono possibili atteggiamenti che esasperano la già labile sfera sessuale. Tutto è stato accuratamente predisposto perché si giungesse a tanto. Non importa se l’amplesso avverrà la stessa sera o il mese successivo; è determinante, invece, che si siano destate delle energie che alla prima occasione sfoceranno nell’atto sessuale. Ogni altra condizione perturbatrice di questa torbida atmosfera deve essere bandita. Varcata questa soglia, si può esser certi di partecipare, con successo, a quella gara mai indetta dove la posta è rappresentata dalle donne del branco. E così, come il sesso viene eccitato dall’abbigliamento, il carattere viene evirato dagli atteggiamenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LACCI E SOSTEGNI

Premesso che, per l’uomo che aspira alla liberazione, ogni ostacolo e ogni impedimento possono diventare solo fonte di potenziamento interiore e motivo di distacco; va detto che oggi si è venuta a determinare un’insensata inversione riguardo alle competenze e agli ambiti in cui lo Stato è tenuto ad intervenire. Nelle società tradizionali, da parte delle autorità preposte a guidare i destini dei popoli cui ogni singola tradizione era destinata, veniva esercitato un potere assoluto riguardo ai temi essenziali dell’esistenza umana (etica, religione, visione spirituale); mentre invece questo potere era molto più elastico, e quasi blando, per quanto riguardava gli aspetti accessori e secondari. Nel mondo moderno prevale invece la tendenza inversa: ci si trova di fronte alla totale mancanza di certezze e punti fermi riguardo alle questioni di fondo; privando l’uomo di quelle radici senza le quali egli è impossibilitato a sviluppare correttamente le proprie potenzialità. Mentre invece si assiste ad un perverso accanimento e a continue intrusioni che hanno per oggetto gli aspetti più relativi della sfera privata.

L’integralismo e l’intolleranza che caratterizzano le varie campagne salutiste – quella contro il fumo, per esempio – o animaliste; le sempre più frequenti intrusioni nella sfera sessuale – basti pensare al concetto alquanto labile di “molestie sessuali” -, e in quella familiare, con l’altrettanto fumoso concetto del “maltrattamento ai minori”; sono tutte cose che fanno l’uomo assediato e braccato proprio là dove egli dovrebbe poter tirare il fiato e allentare la tensione, per affrontare ad ogni sorgere del sole quella lotta senza quartiere che è diventata la vita moderna, con qualche pur minima possibilità di uscirne indenne.

 

TELEFONINI E SORDITÀ

Sembra che pochissimi conservino ancora il dono prezioso dell’ascolto. Anche perché per ascoltare occorrono due requisiti importati; primo, stare in silenzio, secondo avere il dono dell’udito. Invece oggi nulla è più importante che ostentare e parlare, non per dialoghi costruttivi o importanti comunicazioni, ma sempre più spesso solo per udire il tono della propria voce. A questo scopo il telefono cellulare si presta comodamente a soddisfare questo bisogno egocentrico, dato che, di norma, chi ne viene in possesso, ne sfrutta appieno le sue potenzialità. Ossia, poter effettuare una chiamata in qualunque luogo ci si trovi, meglio se in un luogo pubblico, ove si finge con un affettato riserbo di proteggere la propria conversazione, mentre si alza il tono della voce ogni qualvolta si incrociano altri passanti.

Cosa poi si dice è del tutto irrilevante, come lo è anche ciò che viene detto dall’occasionale interlocutore. Ma in tal modo si è ottenuto un riconoscimento del proprio “status symbol” e, ovviamente una tacita conferma alla propria vanità. Per noi si è invece confermata la pressapochezza dell’individuo in questione e la totale sordità a tutto ciò che accade intorno a lui. Perché si può essere certi che la sordità materiale che oggi avanza non è altro che l’espressione più grossolana di una sordità spirituale e quindi di una ermetica chiusura a qualunque influenza che potrebbe trarre l’omo moderno dalla palude in cui affonda, giorno dopo giorno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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