La Diga di Pietrarossa. Ora.Una giornalista tedesca ci chiede cosa ne pensiamo della diga di Pietrarossa, in Sicilia. Ecco qua:
Nellautunno del 1984 il Centro Studi Terra e LiberAzione - nato a Ramacca un mese prima sulle ceneri della Sezione Peppino Impastato di Democrazia Proletaria- diffondeva un civilissimo documento, a un Convegno di agricoltori:
Il bacino idrografico della progettata diga di Petrarussa è ottimizzabile su un sistema di raccolta delle acque più complesso incentrato su laghetti collinari a basso impatto ambientale. La diga è un errore, sempre che lacqua serva per lagricoltura e non per il polo petrolchimico colonialista di Priolo.
Sono passati ventanni. I miliardi e le clientele se li sono incassati (chi vuole può sapere facilmente: chi come dove e quando). Dieci anni fa dallo scavo spunta una statio romana, e tutto si ferma.
Cosa pensiamo oggi?. Se lacqua serve agli agricoltori della Piana quella villa di schiavisti e assassini romani di duemila anni fa non vale niente. Se la vogliono smontare e rimontare in un altro posto che lo facciano in fretta.
La Diga resta sbagliata come mezzo, ma non come fine. E ormai va completata.
Resta il fatto che la Sicilia intera non ha un suo modello sviluppo ecoregionalista, indipendente e aperto al Mondo. Perchè non abbiamo partiti, sindacati, università, chiese, rockstar...niente e nessuno che promuova il diritto storico dei Siciliani ad essere liberi e indipendenti.
La logica neocoloniale che imponeva dighe assurde e deserti petrolchimici è la stessa che impone oggi un Ponte inutile nellepoca del volo aereo a costi dautobus, delle autostrade del mare, dello sviluppo ecosostenibile. (...)
Oggi lIsola di Trinakria è fracassata in 9 province napoleoniche e perfino gli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) per la gestione razionale delle acque ricalcano non lorografia dei territori ma il manuale Cencelli delle lottizzazioni del sottogoverno parassitario mentre le acque siciliane, che valgono quanto lo zolfo dellOttocento e il petrolio del Novecento, sono allasta tra le multinazionali delloro blu. Lo Spettacolo neocoloniale impedisce di vedere la Realtà. E notte fonda.
Mario Di Mauro
www.terraeliberazione.org