Una Convention dei Siciliani per uscire bene dalla petrolchimica neocolonialeEnrico Mattei si vantava spesso di aver violato per ottomila volte leggi, decreti, ordinanze, perchè lAgip potesse svolgere i propri lavori senza rispetto per i suoli e per i centri abitati...Qualcuno lo vorrebbe pure santificare. Oggi qualche magagna viene a galla, ora che lENI sta uscendo dalla chimica e che lunico indotto in espansione è quello rappresentato dalle cliniche oncologiche e affini (dopo mille denunce, perfino lO.M.S., lOrganizzazione Mondiale per la Sanità, parla di abnorme incidenza dei tumori nelle città siciliane della chimica, nonchè del 7 per cento di bambini nati deformi!).
Nella petrolchimica lo scenario è da sempre globale...Anche stavolta ciò che accade in Sicilia, accade nel Mondo. Ma neanche nella disperata Nigeria una multinazionale si può permettere di fare quello che stanno facendo in Sicilia e nel modo in cui lo stanno facendo. E la logica da petrolkiller è la stessa che, dai tempi di Cefis, punta solo a massimizzare i profitti considerando la sicurezza e la salute un dogma da distruggere (cito da un documento di programmazione della Montedison per il triennio 1978-1980).
In questi ultimi decenni di saccheggio neocoloniale del territorio siciliano sono riusciti anche a far scomparire nel nulla qualcosa come 150 milioni di tonnellate di rifiuti nocivi della petrolchimica: e non ci si venga a dire che è colpa della mafia, perchè quella, semmai, è solo una lurida società di servizi, nonchè il più comodo alibi spettacolare della dominazione neocoloniale sulla Sicilia. U pisci feti da testa e, sebbene di teste fetenti ce ne siano molte anche qui, questa non è in Sicilia.
Lhanno visto in tanti il mare color del mercurio su quella che fu, un tempo, la costa degli Dei. Sikani e Siculi, pacifici coloni megaresi e mercanti punici, oltre tremila anni fa, celebravano la Vita a Thapsos e in quelle terre che galleggiavano sulle dolci acque di unimmenso lago sotterraneo...
Questa Sicilia ne ha viste di tutti i colori...pure il mare color del mercurio, e i pesci morti, e i criaturi che nascono deformi, e i nostri amici di Priolo, e Melilli, ed Augusta, e Belvedere... che a quarantanni se li porta via il cancro fulminante, accuddhì... tutto questo non sera mai visto. E neanche 1100 bambini nati deformi, migliaia di aborti "terapeutici" (quasi uno al giorno!), cancro di massa...devastazioni ambientali irrimediabili. Se non è colonialismo questo!
Il sottosuolo è stato svuotato dacqua pura dallidrovora del petrolchimico, per decenni, e riempito di melme allarsenico e al nichel, al benzene e allammoniaca...Hanno bruciato pare il 40-50 per cento dellacqua siciliana: ogni discorso sulla crisi idrica dovrebbe cominciare da questi dati (qualcuno li renda noti, cè uno studio della Regione ammucciato!). Il novanta per cento dei rifiuti speciali prodotti in Sicilia finiscono non si sa dove, in violazione di ogni legge e di ogni regola di buon senso.
Profitti! Profitti! Non vedono altro, e pure scherza qualcuno sulla morte della Terra: butta a mare, sduvaca...che avveleniamo tutto!, questo si dicevano certi di impunità...alcuni dei dirigenti Enichem arrestati il 16 gennaio 2003 su ordine della Procura di Siracusa, per illegale smaltimento di rifiuti tossici.Vorrei sperare che non finisca come a Marghera: tutti assolti, perchè non potevano sapere, lì, che il CVM provoca il cancro...In verità è addirittura dal 1949 che il CVM è segnalato come epatossico, causa del morbo di Raynaud e altre sciagure. La Corte marziale ci vuole e il reato è quello di strage!
E ora se ne vanno, accuddhì!. Lasciando tutti per strada: a vanniare, a disperarsi. O a continuare un suicidio lungo mezzo secolo.
Proposta: una Convention dei Siciliani (istituzioni, sindacati, associazioni industriali, intellettuali, gente...). Per la riconversione dei poli petrolchimici sul "modello tedesco" (Ruhr: 120 progetti di riconversione "dal carbone" realizzati in meno di dieci anni: perfino impressionanti centri di ricerca per lo sviluppo ecosostenibile...andate a vedere!). Presentiamo civilmente il conto a chi ha "violato per ottomila volte leggi, decreti, ordinanze...". O questo o il ping pong dei "tavolini dell'impotenza". E il cancro per i prossimi 40 anni.
Mario Di Mauro - www.terraeliberazione.org
Dal ping pong dei Tavolini dell'impotenza insostenibile, un giorno a caso...
Petrolchimico, apertura dei sindacati
SIRACUSA - I sindacati giudicano "positivo" l'incontro tenuto oggi col sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, sulla vertenza del Petrolchimico di Priolo, dove l' Eni vuole chiudere la linea produttiva clorosoda entro il 2005. All' incontro hanno partecipato i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil di Siracusa, Pippo Zappulla, Enzo Scatà e Stefano Munafò, insieme ai segretari provinciali della Fulc di Siracusa Paolo Zappulla, Sebastiano Spagna e Emanuele Sorrentino e i segretari regionali dei sindacati. «Il sottosegretario Letta ha assicurato che il governo si batterà per mantenere gli attuali livelli di occupazione e di produzione del Petrolchimico siracusano», ha riferito Zappulla.
I sindacati ribadiscono che la decisione di sospendere lo sciopero generale provinciale della chimica programmato per domani è frutto della convocazione odierna da parte del Governo e di quella già fissata per il 25 maggio, alla quale prenderà parte anche l' Eni. Cgil, Cisl e Uil «riaffermano la volontà, qualora queste verifiche non dovessero portare a significativi risultati, di riprendere le azioni di lotta a partire dall' indomani, con la fermata a freddo degli impianti della zona industriale». «Letta - dicono i sindacati - ha assicurato il massimo impegno e disponibilità nella vicenda, riaffermando la strategicità del settore chimico per il Paese e l' impegno a salvaguardare assetti produttivi e livelli occupazionali a Priolo».
Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito al Governo la necessità di arrivare ad un accordo di programma nel quale siano definite le linee di uno sviluppo sostenibile della chimica, attento al consolidamento degli assetti ed alla protezione ambientale, a partire dalla riconversione dell' impianto Clorosoda e dai Polioli della Dow. Letta ha comunicato alla delegazione sindacale «di avere presentato al Consiglio dei ministri una relazione politica sulla vertenza di Priolo e ha tenuto una riunione interministeriale tecnica coi rappresentanti dei dicasteri dell' Industria, Tesoro e Finanze», subito dopo l' incontro con i sindacati.
Secondo Letta - da quanto riferiscono i sindacati - il problema del petrolchimico di Siracusa sarà affrontato con il massimo senso di responsabilità dal Governo, seguendo le procedure e rispettando le leggi, con la consapevolezza delle difficoltà della situazione. «Il sito industriale di Priolo - ha detto il segretario della Cisl siciliana, Paolo Mezzio - è il più grande d'Europa per produzioni chimiche e petrolchimiche e incide per il 70% nell'export siciliano. Se va via la chimica - ha aggiunto - c'è il rischio che, per un effetto domino, scompaia anche la raffinazione. Sbaglia dunque il viceministro Miccichè quando chiede all'Eni di lasciare l'area come l'ha trovata. La chimica - conclude - va rilanciata, non smantellata, facendo chiarezza sul piano di risanamento ambientale e sulle nuove tecnologie. Servono risposte concrete da parte del Governo e delle aziende».
I sindacati, preoccupati per l'approvazione da parte dell'Eni di un piano di chiusura dell'impianto clorosoda entro il 2005, sostengono che «attaccando la chimica, ridimensionandola, si pregiudicano le altre produzioni, petrolio ed energia elettrica». «La forza del petrolchimico siracusano - sottolineano - è stata sempre la sinergia tra le tre produzioni. Chiediamo un piano industriale di rilancio sostenibile della chimica che tenga conto del risanamento e della bonifica ambientale».
All'incontro ha partecipato anche il vice segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini, che chiede «un preciso impegno da parte dell'Eni e del Tesoro, suo principale azionista, per mantenere gli attuali impianti di Priolo e continuare ad investire nella chimica siciliana». «Occorre - aggiunge Polverini - lavorare insieme per un accordo di programma che veda il contributo e l'impegno di tutti, ma soprattutto della regione Sicilia, che sembra più orientata a tutelare istanze ambientaliste, speriamo genuine, che possono sempre essere ricompresse in un accordo di programma che salvaguardi sia il lavoro che la salute».
Nel corso della settimana scorsa la vertenza dei lavoratori del polo petrolchimico si era preannunciata durissima: circa quattromila operai hanno ostruito tratti autostradali, altri invece hanno dato vita a mobilitazioni generali occupando le strade attorno Siracusa, cercando di coinvolgere la popolazione locale sui problemi occupazionali che, secondo i sindacati, possono ingigantirsi e mettere a rischio l'intera area industriale.
17 Maggio 2004