Shopping siciliano della Piovra milanese

Cogliendo al volo il periodo dei saldi natalizi dello scorso 2006, nella distrazione generale, una cordata guidata dalla Pirelli RE, società immobiliare dell'omonimo gruppo di Tronchetti Provera, con le spalle coperte da Banca Intesa, MCC, Capitalia e Caboto, si è aggiudicata l'Asta per il conferimento d’una bella fetta di Patrimonio immobiliare pubblico della Regione Siciliana per una cifra di 346 milioni di euro.

C’è da credere che sia solo l’inizio.

Si è così costituito un Fondo Immobiliare ad apporto pubblico che sarà gestito dalla S.G.R. Pirelli-RE avente il compito urgente di dismettere le quote relative del Patrimonio della Regione Siciliana collocandole sul mercato internazionale: la SGR anticipa il valore degli immobili trasferiti in fondo alla Regione che ne ricava pronti e freschi liquidi…

Si, ma la Regione, dicono, “controlla a maggioranza il Fondo!”.

Il Fondo Immobiliare Pubblico Regione Siciliana (FIPRS ) è partecipato, vero è, per maggioranza relativa dalla Regione, se non fosse che PIRELLI-RE SGR e DEUTSCHE BANK, che ne sono partners,  raggiungono assieme il 65%!.

Insomma, si svende, chè servono piccioli per rattoppare la voragine di due miliardi di euro, generata da una spesa corrente scriteriata: dalla sanità fino alla moltiplicazione miracolosa delle poltrone nei Consigli d’Amministrazione delle “controllate”.

Una di queste è la Sicilia Patrimonio Immobiliare s.p.a. detenuta per il 75% dalla Regione Siciliana e per il restante 25% dal socio privato PSP s.c.a.r.l.(Partners Sicily Properties) e istituita per la "gestione delle attività di consulenza, assistenza e servizi per la vendita e la valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale", citando il DPEF regionale 2006.

E' proprio la SPI ad aver fatto il censimento e la stima degli immobili trasferiti nel primo blocco dell'operazione Pirelli RE per un totale di 53 immobili tra cui figurano palazzi e appartamenti sede degli Assessorati regionali alla Sanità, al Bilancio, al Turismo, all'Agricoltura, e ai Lavori Pubblici, e dell'AUSL 6, della Corte dei Conti e dell' ESA (Ente Sviluppo Agricolo), i palazzi storici Grignani e Fici-Valenti a Marsala, il Castello di Utveggio sul Monte Pellegrino, l'Hotel Centrale Europa a Catania e la Galleria d'Arte Contemporanea di Caltagirone.

Ma la lista è destinata ad allungarsi comprendendo 8750 ettari di terreni, 934 boschi per 41000 ettari, 238 fabbricati tra edifici industriali e commerciali, spiagge e l'ex base NATO di Comiso, che saranno trasferiti al Fondo Immobiliare entro la fine del 2007 per un cifra sui 600 mln di euro.

E si dice di un elenco di altri 84 immobili pregiati...Ma non è tutto.

Con la formula del lease-back, Pirelli RE affitterà per alla Regione stessa gli immobili strumentali alla sua attività istituzionale (sedi di Enti e Assessorati) dietro pagamento di un canone annuale pari al 7,5% del valore degli immobili.

Nel quadro perfezionato il 7 marzo gli anni di durata dell’accordo calano dai 20 previsti a 15, secondo alcune fonti, a 18 secondo altre (?!).

Comunque sia, siamo certi che alla prima “crisi d’astinenza”, il tutto verrà reimbucato in altre scatole cinesi, fino a perdersene le tracce.

Pirelli Re recupererà presto il capitale anticipato e in più farà profitti con la rivalutazione degli immobili pari a varie volte il valore stimato, tramutando una operazione oggi a investimento milionario in una operazione a costo zero…Una bella speculazione!. Ma non è tutto.

 

Cercando di nascondere l'evidente, il ceto politico-burocratico regionale assicura di tutelare l'interesse pubblico attraverso la titolarità del 35% delle quote di partecipazione al fondo che in realtà non danno alcuna garanzia tantopiù che il potere d'intervento nella politica di gestione degli immobili conferiti si limita a pareri per materie straordinarie, riservandosi per legge l'attività di gestione in modo esclusivo alla SGR, la quale tra l'altro avrà la possibilità, fra le tante e diciamo troppe a suo vantaggio, di procedere ad un aumento di capitale del fondo in modo da estromettere del tutto l'ente pubblico dalla benchè minima sfera decisionale sul destino degli immobili.

 

I pescecani del capitale finanziario globalizzato hanno individuato nell'interesse pubblico il loro più acerrimo nemico. Nessuna sorpresa se anche la colonia siciliana diventi una loro preda.

Lungi da noi lanciare rivendicazioni di alcun genere, che non sia la pura e semplice Socializzazione di ciò che è sociale, perchè frutto del Lavoro sociale.

Ma, per come stanno messi i conti della nostra Regione, e per la mole di debiti e impegni di spesa da onorare, o ritroviamo sovranità monetaria o sarà impossibile evitare le svendite all’asta.

C’è, comunque, modo e modo. E quello scelto ci sembra a dir poco irresponsabile.

@ 2007. Luca Codullo-www.terraeliberazione.org