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Dalla Nigeria alla Sicilia: NO ai VELENI!


Il mare color del mercurio

di Mario Di Mauro


Avanti finché non piegheremo l'Eni

Intervista a Raffaele Lombardo (Mpa)


NIGERIA.Cos'è e cosa vuole il M.E.N.D.-Movimento per l'Emancipazione del Niger Delta?


Ciclo dei rifiuti, tra profitti, intrallazzi e veleni di L.Codullo


DIMENTICARE GELA Una storia di veleni, profitti e colonialismo

di Mario Di Mauro


Industrializzazione senza sviluppo

di Salvatore Parlagreco


Dal mare color del mercurio, dove l'aria ha l'odore della morte.Documento dei Comitati popolari siracusani contro la petrolchimica assassina.


Augusta. "Segreto di Stato" sul terremoto di Santa Lucia?.

di Palmiro Prisutto


Eruzioni, divieti e Buon Senso

di Mario Di Mauro


Dalla Nigeria alla Sicilia: NO AI VELENI!

Giugno 2007. Referendum a Priolo promosso dall'MPA. Una valanga di NO! al RIGASSIFICATORE e a tutti i SOPPRUSI delle multinazionali petrolifere contro la nostra Sicilia.

Ma l'imperialismo europeo, in versione Ionio Gas (Erg e Shell) dopo aver "sabotato" vanamente la consultazione popolare si prepara a "convincere" la gente della bontà del suo progetto.

Intanto a Porto Empedocle l'imperialismo europeo, in versione ENI-ENEL, si prepara ad aprire il cantiere del secondo rigassificatore "siciliano": il gas arriverà dallo sfruttamento coloniale del Delta Niger. Mentre l'ENI è indagata a Milano per truffa fiscale sul flusso "siciliano" del gasdotto italo-algerino. E vogliono per loro anche la zona franca urbana ad...Augusta!.

Da Port Harcourt (Nigeria) a Porto Empedocle (Sicilia) il cerchio si chiude. Alzando uno sguardo siciliano e solidale sulle cose della vita e del Mondo abbiamo visto lontano. La lotta continua: per la Verità che rende liberi; per la Salute umana, che non è solo "assenza di malattie". Con realismo:

SI! alla bonifica della rada di Augusta "sommersa" dai veleni: ma a pagarla devono essere i petrolieri colonialisti (ENI-ESSO-SHELL-ERG...).

SI! alla costituzione di TUTTI I PORTI SICILIANI in ZFR (Zona Franca Regolamentata) sul modello delle Isole Canarie.


DALLA NIGERIA

Lettera al Popolo dei Fiumi

dal nostro amico Dokubo-Asari riceviamo e pubblichiamo

"Io ho chiaro l’ideale di una società democratica e libera, in cui tutte le persone vivano assieme in armonia e con eguali opportunità, se è necessario, è un ideale per cui Io sono pronto a morire". Nelson Mandela

Mio carissimo Popolo dei Fiumi, pensiamo che con l’avvento di una vera democrazia, potremo vivere in una società libera in cui saremo in armonia e pace. Questi sono gli ideali per cui moriremmo. Sfortunatamente, non è il caso del nostro amato Rivers State. Dopo essere stato lontano per ventidue mesi, con il timore della morte da parte del governo del Generale Olusegun Obasanjo, il dominatore dello stato Nigeriano dal 1999 al 2007, Ho trovato una situazione che spezza e ferisce il mio cuore.

Oggi il nostro popolo vive nella reale presenza della morte, dell’insulto e della pena, formata e prodotta dalla diabolica camarilla sponsorizzata, ispirata ed istigata dal Generale Olusegun Obasanjo ed il suo clone Dr Peter Odili, la cui satanica ricerca di una perpetua presa del potere, è stata polverizzata dalle sempre vigilanti masse delle varie nazionalità che sono forzatamente imprigionate dell’Azienda chiamata Nigeria.

Avendo tagliato corto con i suoi sogni di presidente a vita, Obasanjo dice che i Nigeriani lo rimpiangeranno, chiedendogli di tornare dopo aver lasciato; così come ha scelto il Delta del Niger, e particolarmente il Bantustan del Rivers State come il suo satanico laboratorio per giustificare tale ricerca e tale mania.

Assieme a Peter Odili, hanno reclutato piccoli demoni e trascinato allegri bambini da usare come cavie per il loro laboratorio. Questi piccoli demoni, adesso, sono tornati nella carne del buon popolo del Rivers State. Ieri era Margaret Asawo abbattuta dai loro proiettili; oggi potresti essere tu o io, mentre il tuo presunto governante circonda la sede del suo governo con una Armada di feroci militari Nigeriani, per la sua protezione.

Così chi ci proteggerà? Se l’uomo che dichiara di avere il mandato per la sicurezza delle nostre vite e proprietà, è adesso ‘Barricato a Dodan’, dove dovremmo guardare?

Le strade sono vuote; le case sono senza luce e acqua corrente. Chiese, Moschee e altri centri di culto sono deserti e abbandonati per la paura di non essere colpiti o abbattuti da proiettili vaganti.

Questa è, adesso la nostra vita. Cosa possiamo fare? Abbiamo molto da fare, miei fratelli e sorelle.

Dobbiamo alzarci e resistere a tale malefica camarilla, rappresentata dal Dr Peter Odili e protetta dalle trappole lasciate dal Generale Olusegun Obasanjo, sotto cui il nostro popolo continuerà a vivere nella paura della sofferenza e della morte.

Dobbiamo tutti resistergli chiedendo un mutamento della presente deplorevole situazione. Non chiudiamoci dentro un recinto. Il governante ha fallito, abbandonando i suoi doveri e le sue responsabilità quale governatore del Rivers State.

Ciò che abbiamo oggi, nel Bantustan del Rivers State, è una chiara rappresentazione di un completo fallimento del governo che genera una sordida e svergognata azione del governante per salvarsi dall’assenza di leggi, ricorrendo alla protezione dei soldati e di altri membri delle agenzie di sicurezza, per difendere la nuova multi-miliardaria fortezza di naira, che è la sola eredità lasciata al Popolo dei Fiumi dal suo predecessore, Peter Odili. Che vergogna.

Il governo di Umar Musa Yar’Adua deve, quindi, lavorare senza perdere altro tempo, allo scopo di salvaguardare le vite e le proprietà del nostro popolo, "registrando" tutti coloro che sono stati responsabili per tale sadica danza, a colpi di tamburi, dal pozzo dell’inferno.

Oggi parliamo come Ogbogoro, come comunità Ikwerre, e non altra. Kula e non altra. Ke’, Tombia, Angulama, Old Bakana e le altre piccole comunità, sono tutte assieme. Quando agiremo? Quando ci ribelleremo a tale camarilla? É tempo, miei fratelli e sorelle. Dobbiamo mostrare la nostra risolutezza ed elasticità nel resistergli adesso. Domani, sarebbe troppo tardi.

Il Popolo chiede, qual’è il mio ruolo in tutto ciò? Molte persone mi hanno accusato di avere responsabilità nel presente stato delle cose.

Ho abbandonato il patibolo del Generale Olusegun Obasanjo il 14 giugno 2007.

Sono arrivato a Port Harcourt il 16, lasciato il 17 e ritornato il 23, lasciandolo ancora il 26 e fin da allora, non ho messo piede nella terra di mio padre, la ragione è che Io non voglio essere coinvolto negli intrighi e nelle malefiche macchinazioni dell’ex governatore Peter Odili e della sua cabala, per trascinare me e il mio nome, in una crisi che hanno scatenato sul buon popolo del Rivers State. Nonostante tali sforzi, per tenermi a distanza, il mio nome continua a essere associato a tale follia.

Io ho veementemente e totalmente rigettato ciò. Non partecipo, ne mai parteciperò a tale disgraziatissima e malefica danza con tamburi concepita dal pozzo dell’inferno.

Tale malefica camarilla, ha fatto di tutto per trascinarmi nel festival del carnaio che travolge il popolo del Rivers State. Faranno tutto quello che possono per provocarmi, e trascinarmi in tale crisi. Rubano la mia auto (una jeep di neanche due settimane) e attaccano le mie comunità (Buguma ed Obuama), ma non sarò trascinato in guerra...

Sento la pena del popolo. Vedo le lacrime che fluiscono dalle loro guance. Sento le loro afflizioni. Sento i gemiti nelle loro case. Io sono con loro nelle loro preghiere e nei loro digiuni.

Ma quando finirà questa follia?

Come il Professor Wole Soyinka (Premio Nobel per la Letteratura, amico di Dokubo, ndr) disse: “Un Uomo muore dopo che tiene la calma di fronte alla tirannia”.

Non dobbiamo morire tenendo la calma. Dobbiamo parlare e agire adesso. Dobbiamo salvare la patria dagli artigli della malefica cabala che cerca di distruggere il Rivers State. Dobbiamo resistere a tale malefica cabala nei ruscelli, nelle piazze e nelle strade. Non dobbiamo permettergli il lusso di continuare nella loro follia.

Se c’è un tempo in cui il silenzio è detto che sia d’oro, non è certamente adesso.

Il silenzio adesso, non significherebbe solo dare supporto a ciò che succede adesso... La nostra lotta è morale ed è adesso. Dobbiamo scatenarla nella sua totalità contro la criminalità cieca che prende in ostaggio, rapisce, uccide e distrugge. Dobbiamo parlare. Dobbiamo parlare tutti e adesso.

In Conclusione credo che il Buon Signore sia con noi e non permetterà che tale malefica nube ci avvolga e ci copra totalmente. Prevarremo.

La lotta è inarrestabile!

Alhaji Mujahid Dokubo-Asari 


Archivio del Forum catanese contro l'elettrosmog

(a cura di Domenico Stimolo)